SCENA VII.

Alessandro — Elisa

Elisa

Alessandro, vorrei essere morta, te lo giuro! Tu mi leggi dentro, da vent'anni, tu sai il mio supplizio, tu sai che ò espiato.... tu sai che oggi sento come non ò sentito mai la mia sciagura, le terribili conseguenze del mio fallo.... Pure, sono qui, a pregarti a scongiurarti ancora. Non si tratta più di noi, adesso: si tratta di Eva, di nostra figlia. Bisogna salvarla.

Alessandro

Salvarla?!

Elisa

Sì. Queste lettere le ài tu. Nessuno le à vedute. Sta a te di distruggerle, di distruggere la prova della sua colpa.

Alessandro

Oggi le ò io, le prove. Ma so io se non ne à anche Giovanni. Se non potrà acquistarle domani? Se non gliele procurerà suo fratello, o quel tale che gli scriveva le lettere anonime, per esempio? Credi tu che la verità non si sappia tosto o tardi? E allora?

Elisa

Ma intanto, per ora....

Alessandro

Per ora?....

Elisa

Bisogna difenderla, in faccia a Giovanni, negare come ài negato stamattina....

Alessandro

Stamattina la credevo innocente.... Adesso la so colpevole.... Non saprei più farlo, mi vergognerei di farlo.... E se domani Giovanni acquistasse la certezza dell'inganno, cosa dirgli? Cosa dirgli allora?

Elisa

Ma intanto, ma intanto, oggi bisogna evitare una catastrofe, bisogna tentare.... Lo farai.... dimmi!....

Alessandro

(fissandola, dopo un momento) No.

Elisa

(ansiosamente stupita) No?!

Alessandro

No. Basta! Basta l'inganno, basta la menzogna, basta, basta, basta! Te l'ò detto stamane? Se mia figlia è colpevole, sarò io, io, suo padre, che dirà a Giovanni: “Vattene, finiamola.„ L'ò detto, lo faccio!

Elisa

Dio mio, impazzisci!

Alessandro

Impazzisco?! Ah! ah! non sono mai stato così sano di mente come oggi!

Elisa

Tu, tu che ài sempre agito nella vita col sentimento, seguendo gli impulsi del cuore, oggi faresti questo? Non ài più cuore dunque?

Alessandro

Oh! t'inganni! È il sentimento, è il cuore che m'ispirano, oggi come sempre. La ragione mi consiglierebbe: “No, bisogna fingere, bisogna salvare, tentare almeno di salvare la propria creatura. Qualunque padre nei tuoi panni farebbe come te, qualunque padre: il più buono e il più onesto. E tu, poi, Alleluja, ah! ah! devi seguitare ad esserlo, Alleluja; più che mai, anzi!„ No! lo sono stato 20 anni. Non à servito a nulla. Basta!

Elisa

Alessandro!

Alessandro

Ingannarlo quel poveretto! No! Rimettergli al fianco una donna, che è mia figlia, ma che è la più corrotta delle creature? Più corrotta di te. Perchè tu, almeno, non ài negato, allora: essa à negato. Mettergliela al fianco, perchè, ignaro di tutto, dopo essersi presa, magari, una sciabolata da costui, ridoni il proprio affetto a sua moglie, e procrei, ancora. E fra 20 anni, se saremo vivi, fra 25! il giorno che ci obbligherebbero a festeggiare le nostre nozze d'oro, vedersi capitare in casa una nipote scacciata dal marito, come jersera ci ànno rimandata la figlia.... No! no! Basta. Gli innesti non valgono, non servono a nulla su quest'albero putrefatto: abbattiamolo. Ingannarlo lui, che è onesto, che è buono? No! Che egli sappia la verità. E che perdoni, se può, nel modo che ò perdonato io; questo sì, ma ingannarlo no. Non avrei il coraggio di farlo, non saprei farlo, è inutile: sento che mi tradirei dopo due parole.

Elisa

Lo farò io.

Alessandro

Tu? Non ti crederà, non ti darà neppure il diritto di parlargli, tu.

Elisa

Perchè? Sono la madre di Eva....

Alessandro

Di nome! E lui lo sa.... (Movimento di Elisa) Sì, lo sa. Perchè suo fratello lo sapeva e glie lo avrebbe detto. Ò dovuto dirglielo io.... Capisci, capisci, adesso che non ò il diritto di ingannarlo? Capisci che non posso farlo? Che tutto dentro di me protesta e si ribella contro questa nuova infamia, il passato, e il presente! Capisci che rovina, che terribile rovina è qui dentro, alla quale non c'è più finzione, non c'è più amore di padre o di madre, non c'è più voce del sangue che possa mettere riparo? Capisci?.... Vai vai da tua figlia, da nostra figlia.... Ci è ritornata, e per sempre.... E con essa il rimorso in me di aver reso infelice un uomo buono ed onesto. Vai, vai, è finita, è finita.... Auguriamoci che la morte ci colga il più presto possibile.... ecco tutto.... (Ricade spossato, affranto sul divano. Un silenzio. Elisa si copre la faccia colle mani, e adagio, singhiozzando, a piccoli passi esce a destra).