SCENA SECONDA.
Nicoletta, Fulvia.
FULVIA.
Entra affrettata, vede NICOLETTA in quell'atteggiamento, e la chiama.
Nicoletta?
NICOLETTA.
Ah! Sei tu?
FULVIA..
Che è stato? Ho incontrato Piero, in anticamera, e mi ha appena salutata. Che cosa è accaduto? I tuoi sospetti erano fondati? Sa? Hai confessato?
NICOLETTA.
No.
FULVIA..
Hai negato?
NICOLETTA.
Neppure….
Agitata, nervosa.
niente, mi gira la testa…. ho paura….
FULVIA..
Ma insomma, tra voi due ci furono delle spiegazioni? Una scenata?
NICOLETTA.
No…. non so, non so, ti dico che non so.
FULVIA..
Se è che non vuoi dire….
NICOLETTA.
Ma no…. siediti….
Siedono.
Lasciami raccogliere le idee…. È la prima volta in mia vita che mi sento sbalordita…. E sì che ne ho veduto di quelle…. Mi sembra d'impazzire.
FULVIA..
Per carità! Hai bisogno di tutto il tuo sangue freddo, oggi…. Dimmi, posso aiutarti?
NICOLETTA.
Come ricordasse a un tratto.
Egli sapeva, da mesi.
FULVIA..
Che cosa?
NICOLETTA.
No, niente. Ma dubitava, aveva dei sospetti…. riceveva delle lettere anonime, se ho ben compreso…. e taceva, per paura di scoprire, di avere le prove…. e non voleva averle, per non perdermi, perchè mi ama a tal punto…. No, è inconcepibile, è assurdo…. è mostruoso!
FULVIA..
Cara! Io trovo che è delizioso!
NICOLETTA.
Oh!
FULVIA..
Non si può amare più di così….
Ma, insomma tu avrai negato!
NICOLETTA.
No, non ne ho avuto il coraggio, non ho potuto.
FULVIA..
Cosicchè, ora egli è convinto?…
NICOLETTA.
Non lo so. Se ti dico che non so, che non capisco più niente! Ho durata, per una mezz'ora, la lotta più acerba della mia vita. Quando ho capito che sospettava, il mio primo impulso fu di confessar tutto, di accusarmi. Ma ho sentito, subito, che avevo il dovere di tacere.
FULVIA..
Diamine!
NICOLETTA.
No, non un dovere come lo intendi tu. Un altro.
FULVIA..
Quale, cara?
NICOLETTA.
Eh! Non posso spiegarti. Non capiresti.
FULVIA..
Son tanto bestia?
NICOLETTA.
Tutt'altro, ma non capiresti. Abbiamo due indoli tanto diverse!… Vedi, tu avresti negato….
FULVIA..
Certo.
NICOLETTA.
Avresti giurato ch'eri innocente.
Che si trattava di false apparenze!
FULVIA..
Cara! Ma sicuro!
NICOLETTA.
Le lettere anonime poi….
FULVIA..
Oh! quelle! Chi ci crede?
NICOLETTA
guardandola con la coda dell'occhio.
Neppur quelli che le scrivono! Ebbene, io non ho confessato, ma non son giunta sino a negare.
FULVIA..
Che è peggio!
NICOLETTA.
Forse! Ma che vuoi, fu più forte di me!
FULVIA..
E sei, o ti dici, una donna forte.
NICOLETTA.
Forse per questo!
FULVIA..
Storie! La donna forte, nega! "Provatelo!" ella dice. E siccome son cose che non si provano, o che è molto difficile provare…. E adesso?
NICOLETTA.
Adesso ci separiamo.
FULVIA..
No?!
NICOLETTA.
È così.
FULVIA..
Ma è stupido, cara! Vedova, lo capisco; separata, no.
Si alza.
E notizie del duello?
NICOLETTA.
Non so niente.
FULVIA..
Oh, a proposito, dimenticavo il primo perchè della mia visita.
Toglie da una borsetta di seta un pacchetto di lettere, sigillate e legate con una fettuccia.
Le tue lettere.
NICOLETTA.
Afferrando il pacchetto.
Che lettere?
FULVIA..
Le tue a Ugo.
NICOLETTA.
Ah! E come le hai tu?
FULVIA..
Ugo è venuto a portarmele.
NICOLETTA.
Quando?
Le pone in tasca.
FULVIA..
Un'ora fa, appena eri uscita. Se veniva cinque minuti prima v'incontravate. Povero ragazzo! Non potendo vederti, non sapendo come fare, le ha portate a me, perchè te le dessi. Si è trattenuto due minuti; credo che i padrini lo attendessero abbasso. "Non si sa mai—disse—quello che può accadere. Voglio che ella sia tranquilla". Un pensiero gentile, no?
NICOLETTA.
Era intesa che me le dovesse restituire.
FULVIA..
Come?!
NICOLETTA.
Già, perchè c'è anche questo di molto stupido nella mia avventura; che era finita.
FULVIA.
le si siede vicinissima.
No?!
NICOLETTA.
Sì, ed è proprio quand'è finita che mi capita…. quello che mi capita…. Ah! Il nemico! Come lo intuii, che in quell'uomo entrava un nemico, qui dentro.
FULVIA..
Chi?
NICOLETTA.
Mio cognato. Ci sono delle cose che si sentono.
FULVIA..
Ma dimmi, cara, era finita con
Ugo?
NICOLETTA.
Sì. E se vuoi…. Ieri, ero andata da lui per l'ultima volta.
FULVIA..
Così presto? E perchè?
NICOLETTA.
Perchè? Non so. Perchè era incominciata?
Non so.
FULVIA..
Per un capriccio, perchè ti piaceva….
NICOLETTA.
E perchè moriva d'amore per me…. e perchè siamo fabbricati male, uomini e donne; e come un uomo non può passare tutta la vita con una donna sola, così la donna…. a meno di…. A meno di che, non lo so neppur io.
Si alza nervosa.
L'onestà della donna, nei paesi civili, consiste in questo: d'essere per tutta la vita di un unico uomo! Ed è un'onestà sola, per tutte, senza distinzioni e senza eccezioni! E non si capisce che ci sono delle nature per le quali è troppo pretendere e che quell'onestà lì non è possibile!… Io, mi reputo più onesta, in fondo, di tante donne oneste. Ne ho dato una prova anche oggi.
FULVIA..
Come hai ragione, cara!
NICOLETTA.
Il Pucci ti ha detto quando parte?
FULVIA..
No. Perchè? Deve partire?
NICOLETTA.
Sì, torna ad abitare Firenze.
FULVIA..
Davvero?
NICOLETTA.
Ha uno zio da tenere da conto.
FULVIA..
Ora capisco la fine della vostra….
NICOLETTA.
No, sarebbe finita ugualmente.
FULVIA..
Le jeu ne valait pas la chandelle? È così?
NICOLETTA.
Dopo un breve silenzio.
Comincio a credere, Fulvia, che quando si ha un marito le jeu non valga mai la chandelle.
FULVIA..
Secondo i mariti. Ma, certo, alle volte son certi spaventi!!
Entra RAIMONDO dal
fondo, affrettato.