SCENA SECONDA.
Nicoletta, Raimondo, Fulvia, Piero, Pucci.
FULVIA.
Si può? Non disturbo?
NICOLETTA le va incontro.
Oh, Fulvia.
FULVIA..
Come va?
Si baciano.
Son venuta a vedere se sei viva o morta. Tre giorni che non si sa nulla di te. Buon giorno, Piero, buon giorno Ugo.
Stringe la mano ai due.
NICOLETTA.
Il colonnello Raimondo Donati, fratello di mio marito. La mia amica Fulvia Giuliuzzi.
FULVIA..
Oh come sono felice di conoscerla, finalmente!
RAIMONDO un poco sorpreso.
Finalmente?
FULVIA..
Ma sì, ho udito tanto parlare di lei da Piero e da Nicoletta, e la si aspettava con tanta impazienza! Arrivato?…
NICOLETTA.
Da tre giorni.
FULVIA..
Questo spiega il motivo perchè non ti si è più veduta. E ti perdono.
A RAIMONDO.
Lei arriva dal Congo?
Si siede.
RAIMONDO.
Sì, signora.
FULVIA..
Un bel paese?
RAIMONDO.
Interessante.
FULVIA..
Come ci vorrei andare!
NICOLETTA ridendo.
Già, dov'è che non vorresti andare, tu?
FULVIA..
Cara, poichè sono libera, padrona di me…. e ho tanto bisogno di muovermi, di espandermi…. Non starei mai ferma un minuto! Vorrei essere dappertutto, andare dappertutto, veder tutto, saper tutto…. Scusa, non ho ragione, cara?
NICOLETTA ridendo.
Sì. Ma…. bisogna spiegare al colonnello, che ti guarda con tanto d'occhi, e….
RAIMONDO.
Io?!
NICOLETTA.
Fulvia è vedova.
RAIMONDO.
Me ne duole.
FULVIA..
Perchè?
RAIMONDO.
Cioè…. veramente…. no, ecco, ho detto me ne duole come avrei detto….
FULVIA..
Ne sono contento. Alla buon'ora! Oh se sapesse, Raimondo…. Pardon! Colonnello. Qui siamo in confidenza e ci si chiama per nome. È una consuetudine graziosa, del resto. No?
RAIMONDO.
Ma faccia pure, la prego!
FULVIA. ridendo.
No, è un po' troppo presto. Domani, forse! Sa, è la tavola che dà la confidenza. Se Nicoletta mi invita a pranzo, un giorno, insieme con lei, son certa, al caffè, di chiamarla Raimondo.
RAIMONDO.
Come un amico di vent'anni.
FULVIA..
Appunto.
RAIMONDO.
Senta, per me, se vuol cominciar subito.
FULVIA..
Alzandosi e porgendogli la mano.
Grazie.
Con un sospiro.
Quando saremo intimi le racconterò tante cose e allora capirà perchè….
RAIMONDO.
Non bisogna dolersi che ella sia vedova? Credo di averlo già capito.
FULVIA..
Minacciando col dito.
Eh! non per niente ha viaggiato lei!
Si avvicina a PIERO.
Piero, m'avete trovato la lampada?
NICOLETTA.
A RAIMONDO piano.
Simpatica, nevvero?
RAIMONDO.
Ironico suo malgrado.
Tanto!
NICOLETTA c. s.
Colonnello, se pensa di prender moglie, ha cinquantamila lire di rendita.
RAIMONDO.
Ereditate dal marito!
NICOLETTA.
Oh, lei non aveva un soldo.
RAIMONDO.
L'avrei giurato!
NICOLETTA.
Ci pensi. Giovane, carina, ama i viaggi e le avventure.
RAIMONDO.
Le avventure sopra tutto!
NICOLETTA.
Oh!
RAIMONDO.
Le avventure di terra e di mare.
FULVIA. a PIERO, forte.
Siete un buono a nulla, bisognerà che mi raccomandi a Ugo.
RAIMONDO.
O a Raimondo. Pardon! O a me!
FULVIA..
Mi canzona?
RAIMONDO.
Dio mi guardi! Volevo offrirle i miei servigi.
FULVIA..
Per una lampada? Una gran lampada da chiesa, dal piedestallo altissimo in ferro battuto?
RAIMONDO.
A Siena ne fanno delle meravigliose.
FULVIA..
Bravo! E chi ci va a Siena?
RAIMONDO.
Ma lei! Se ama tanto viaggiare!
FULVIA..
Chi mi accompagna? Sola no. Odio la solitudine, mi spaventa. Per questo non viaggio mai, malgrado la voglia che ne ho. Non trovo una compagna.
PUCCI.
E un compagno?
RAIMONDO.
(Dio, l'avvocato ha parlato!)
FULVIA..
Un compagno? Anche meglio. Un uomo è sempre una forza. Mi accompagnate a Siena?
PUCCI.
Se non avessi gli affari che mi trattengono.
FULVIA..
Gli affari? Per ora non avete molte cause.
RAIMONDO ridendo, garbato.
Ma le cerca, evidentemente. Nevvero, avvocato? E questo dà da fare anche di più.
FULVIA..
E allora, accompagnatemi voi.
RAIMONDO.
(Mi dà del voi. Domani mi darà del tu).
FULVIA..
Dunque?
RAIMONDO.
Ci penso. Sa, non ho disfatte ancor le valigie, per così dire…. e vengo di così lontano…. ma chi sa?
FULVIA..
Bravo! Voi, almeno, mi lasciate una speranza.
A NICOLETTA.
Cara, vieni con me alla Villa Reale?
NICOLETTA.
Alla fiera?
FULVIA..
S'inaugura oggi alle tre, ci sarà tutta Milano.
NICOLETTA.
Non so, non credo. Vedi, ho un ospite.
RAIMONDO.
No, no! Tanto fra qualche minuto me ne vado. Sono già le due.
FULVIA..
Venite anche voi, colonnello?
RAIMONDO.
Che cos'è? una fiera?
FULVIA..
Per la fanciullezza abbandonata.
RAIMONDO.
Ah!
NICOLETTA.
No, sai, oggi, non vengo. Il primo giorno, chi sa che folla.
FULVIA..
Ebbene? Una folla pulita è l'ideale. Colonnello, accompagnatemi voi.
RAIMONDO.
Ho tanto da fare, signora mia. Ho venti casse da vuotare, portate dal Congo.
FULVIA..
Venti casse!! Chi sa quanta bella roba! Me la mostrerete, poi?
RAIMONDO.
Volontieri.
FULVIA..
Avete portato anche un moretto?
RAIMONDO.
No. A quello non ci ho pensato.
FULVIA..
Che peccato! Adoro i moretti.
RAIMONDO.
Se l'avessi saputo.
FULVIA..
È facile averne, laggiù?
RAIMONDO.
Altro! Ne fanno delle fiere. È la fanciullezza abbandonata dell'Africa.
FULVIA..
Allora, se ci tornate….
RAIMONDO.
Gliene porto una dozzina.
FULVIA..
Infine, nessuno viene alla Villa?
Ugo?
NICOLETTA.
Ab! ma sei insopportabile, Fulvia. Tu credi che la gente abbia niente da fare come te? Pucci, la congedo. Lei ha da lavorare e se sta qui, questa testolina sventata….
PUCCI.
Ride, per darsi un contegno, e porge la mano a NICOLETTA.
FULVIA..
Arrivederci, amico mio.
PUCCI.
Colonnello, sono ben lieto di averla conosciuta.
RAIMONDO.
La ringrazio. E arrivederci.
FULVIA..
Al PUCCI che le porge la mano.
Scendo con voi, Ugo.
NICOLETTA.
Perchè? Rimani un poco. Ho un cappellino da mostrarti che è un amore.
FULVIA..
Ma prima delle tre voglio essere alla Villa.
NICOLETTA.
Sì, sì. Forse mi deciderò a venire con te.
L'ha tratta in disparte. Piano.
Non fare la sciocca, ti prego.
FULVIA. ridendo.
Sei gelosa? Non te lo rubo, il tuo
Ugo, stai tranquilla.
Il PUCCI è uscito, accompagnato
da PIERO che ora ritorna.
NICOLETTA.
Come chi si sovviene ad un tratto.
Ah!
Corre verso la sala da pranzo, e si incontra con PIERO che ritorna.
È già uscito?
Corre via.
FULVIA. ha un risolino ironico.
RAIMONDO ha tutto osservato.
PIERO.
Signora Fulvia, le offro qualche cosa?
FULVIA..
Sì, quella vostra "Eau de vie du
Cap", che adoro.
PIERO mesce il liquore.
RAIMONDO.
Quante cose adora, signora mia! I moretti, i viaggi, l'"Eau de vie du Cap".
FULVIA..
Oh! Tante altre ancora. Le violette candite, le vetture foderate in gris-perle, gli uomini magri….
RAIMONDO.
Ahimè!
FULVIA..
I parasoli rossi, i manicotti di martora immensi, i cavalli piccoli e i cani grossi, i potins delle signore…. gli acrobati….
RAIMONDO.
Anche gli acrobati?
FULVIA. sorseggiando.
Il cerchio della morte mi ha dato la più forte emozione della mia vita.
RAIMONDO.
Più della…. del viaggio di nozze?
FULVIA..
Senza paragone!
NICOLETTA rientrando.
Avevo dimenticato di rammentare al Pucci di passare al Manzoni per il palco.
FULVIA..
Per questa sera?
NICOLETTA.
No, per la première della Hading.
FULVIA.
Ah l'Hading! L'adoro!
RAIMONDO.
Anche lei!
NICOLETTA.
Fulvia, vieni?
FULVIA..
A vedere il cappellino? Com'è?
NICOLETTA.
Vedrai. Colonnello, lei rimane?
RAIMONDO.
Uscirò con Piero.
NICOLETTA.
Allora arrivederci. Questa sera o domani.
RAIMONDO.
Domani. Oggi pranzo con un vecchio collega.
FULVIA. salutandolo.
Colonnello!
RAIMONDO.
Signora!
FULVIA..
Arrivederci, Piero!
PIERO stringe la mano a FULVIA., poi bacia NICOLETTA sui capelli. Le due donne escono per la sinistra.