SCENA I.
Ninì, Selene.
NINÌ (seduta a destra cuce una gala)
SELENE (a sinistra legge)
NINÌ
Non fai niente?
SELENE
Che vuoi che faccia? Lavorerò quando mi mariterò io...
NINÌ (con una risata)
Quando mi mari... (torna ridere).
SELENE
Perchè ridi?
NINÌ
Ma... di', mi canzoni? Nè io nè te... quanto a maritarci... A meno che quel marchese si decida... Ma, alla lunga è più furbo di quel che pare!... Selene, chi l'avrebbe detto che Paolina si sarebbe proprio sposata? (Mostrando il lavoro) Guarda che gusto!
SELENE (senza guardare, indifferente)
Una bellezza...
NINÌ
Mi ci diverto, mi par di giocare alla bambola... (Alzandosi) Io però dovrei uscire, adesso. (A parte) (Ò da provare il costume di Claretta!)
SELENE
Sì, stai fresca! Da quindici giorni clausura completa: non si esce più, non si riceve più... tutto per questa bella storia del matrimonio di Paolina...
NINÌ
Già, perchè bisogna essere ammodo. Adesso la mamma ce l'à coll'ammodo. E in parola d'onore si ammuffisce.
SELENE
Quando c'è un matrimonio in casa, anzi, ci dovrebbe essere dell'allegria...
NINÌ
Sì! Paolina à una faccia che par che vada al patibolo. Si direbbe che si sposa per forza... Oh! a proposito, sai, ò avuto un'idea, stamane. Ti ricordi quella mia veste di seta cruda? Era antica, ancora colla polonaise, non potevo più portarla. Stamattina c'era qui la cassa colle vesti della Paolina da mandare alla sarta: ci ò ficcata dentro anche la mia. La sarta la ridurrà come nuova, e la spesa andrà sul conto degli sposi... Eh?...
(Entra Delfina).