SCENA VI.
Delfina, Marchese.
MARCHESE (si versa da bere da una fiala di cognac ch'è sul tavolino, e siede, fingendo di non veder Delfina)
DELFINA
Signor Marchese, anche lei, come me, preferisce una buona poltrona...
MARCHESE (s'è alzato subito)
Oh pardon! non l'avevo veduta. Già, una buona poltrona...
DELFINA
I giovinotti, si sa, non starebbero mai fermi...
MARCHESE
Come sono carine quelle sue figliole; simpaticissime, proprio, allegre...
DELFINA
Fuorchè la Paolina. Quella è sempre taciturna, quieta, tranquilla.... Ma Selene e Ninì ànno un carattere vivace...
MARCHESE
Eh, lo vedo, lo vedo.... E studiano?
DELFINA
La Selene studia un pò la pittura...
MARCHESE
Ah! vuol farne un'artista...
DELFINA
Ma riesce poco...
MARCHESE
Peccato!
DELFINA
E la Ninì studia il canto.
MARCHESE
Ah, il canto!
DELFINA
À la passione! Che cosa vuol che le dica? À la passione! Io non volevo, sa? Perchè se riescirà bene vorrà andare sul teatro e quell'idea lì mi spaventa...
MARCHESE
Le dirò: è più pericoloso il ballo...
DELFINA (con orrore)
Oh, il ballo poi non l'avrei permesso mai. Le pare, una signorina per bene non può far la ballerina!
MARCHESE
(Ne capisco sempre meno!) Appunto, è quello che dicevo. E prendono le loro lezioni in casa?
DELFINA
No: vanno dal maestro.
MARCHESE (con affettata indifferenza)
Ce le accompagna lei, già....
DELFINA
Eh! no: che cosa vuole, signor Marchese, io non sono ricca, non ò un domestico per farle accompagnare: quando posso vado io: ma, santo cielo, come si fa? non tutti i momenti si può uscire, nevvero? L'una va fuori a un'ora, l'altra va fuori a un'altra, magari due tre volte al giorno. Ò dovuto decidermi a lasciarle andar sole. Oh! ma sono sicura. Vanno, vengono, diritte per la loro strada, senza fermarsi, senza guardarsi attorno.
MARCHESE
Allora!
DELFINA
Sì, sì, posso vivere tranquilla....
MARCHESE
E lei riceve spesso in casa? Perdoni, non domando per curiosità, ma perchè spero vorrà onorarmi dei suoi inviti....
(Intanto rientrano tutti gli altri dalla destra, passano chiacchierando ed escono dal fondo. Vittorio sbircia Delfina, e il marchese fa un gesto significativo).
DELFINA
O santo cielo: inviti non ne faccio. Chi mi vuol onorare mi fa un piacere, ecco. Io ricevo nel mio piccolo: una tazza di thè, quattro salti qualche volta... Sa bene, noi mamme cerchiamo di aver qualcuno per casa per farle vedere 'ste figliuole... altrimenti come si fa a maritarle? Se sapesse che pensiero... Non le auguro d'essere mamma! Così è quando accetto qualche invito; c'è forse chi me ne fa carico: ma, santo cielo, quando si va in casa di persone ammodo, compite, come giusto qui dal sig. Olgiati... le pare? È come se m'invitasse lei, signor Marchese... dico bene? Quando si presenta l'occasione...
MARCHESE
Oh! ma fa benone.... (Rientrano, cianciando e ridendo, tutti gli altri).