SCENA VI.

Paolina, Dario.

DARIO (fissa un momento Paolina, amorosamente, poi si reca dietro la sedia ove ella è seduta intenta al lavoro, e vi si appoggia coi gomiti)

Sono stato al municipio. Poi ò dovuto recarmi anche dal Console... Una sequela di formalità... E così, Paolina mia, malgrado il mio affacendarmi, ci vorranno ancora otto giorni prima di essere marito e moglie. (Si scosta) Me ne dispiace, sai!... Però, ripensandoci, trovo che anche questi giorni di attesa irrequieta, di orgasmo febbrile, sono belli, ànno le loro attrattive. Non è vero?

PAOLINA (cucendo, ad occhi bassi)

Sì...

DARIO

Che fai?

PAOLINA

Non so... una gala qualunque...

DARIO

Con che interesse, con che furia! Non mi guardi neppure...

PAOLINA

Ti ascolto.

DARIO

Senti: non ti spiace di lasciare subito Milano e l'Italia?... Vuoi che passiamo la nostra luna di miele a Monza, nella mia villa?

PAOLINA (vivamente, suo malgrado)

No, no... andiamo lontano...

DARIO (avvicinandosele, con passione)

Sì, lontano da qui, soli soli... (Pausa) Otto giorni ancora! Dispiace anche a te quest'attesa?

PAOLINA

No... vorrei fossero di più...

DARIO

Perchè?

PAOLINA

Perchè avresti maggior tempo per riflettere... per pentirti, forse...

DARIO (turandole la bocca colla mano)

Non dirlo più!... Sempre queste tue malinconie... Su, su, lavorerai dopo... (Le fa posare il cucito e le solleva la faccia) Fammi un pò di compagnia, adesso, discorri un pochino. Lavorerai dopo al tuo corredo... quando sarai sola...

PAOLINA

Oh quando sono sola non lavoro più. Soltanto quando sei qui tu trovo il coraggio di occuparmi di questi preparativi...

DARIO

Ma perchè?

PAOLINA

Penso che è un sacrificio che tu fai... ma che all'ultimo momento ti mancherà la forza di compierlo... Penso che dovrei essere io, anzi, a togliertela questa forza... Ò tante cose da dirti... mi pare di aver tante cose da dirti... poi, quando tu sei qui, e mi parli così... (Dario la bacia) e mi baci così...

DARIO

Bambina! E non t'accorgi che con queste titubanze che sono una prova della tua grande delicatezza d'animo, tu mi infondi coraggio, invece, dato che ne occorra del coraggio... per conquistare la felicità... (Per mutar discorso, si reca al fondo e osserva le vesti, ecc.)

Vediamo, vediamo un pò quello che ài preparato per le tue nozze...

PAOLINA (a parte, convulsa)

(Dio mio! perchè l'amore è così cieco?! Perchè non capisce?... Dio mio, risparmiatemi questa vergogna!...) (Come risolvendosi) Dario...

DARIO (al fondo, si volge)

Dimmi...

PAOLINA (come se le tornasse a mancare il coraggio, dissimulando, rifacendosi)

Che fai?

DARIO

Osservo le tue vesti. Ma sai che non paiono da sposa! Tutte scure, tutte serie... (Ridiscende la scena) Quando saremo marito e moglie me ne occuperò un poco anch'io della tua toilette; (circondandola) allora sarai più allegra, dovrai pure convincerti che non è un sogno il nostro, ma che avremo conquistata la felicità vera, per tutta la vita... (Rimane a fissarla amorosamente. Entra Delfina dalla comune, rumorosamente).