XXXV.

Ha un piglio altero, ma lo sguardo fiso

Tradisce la vagante anima in pena;

Strano un baglior talora d'improvviso

Nel profondo dei neri occhi balena.

E dal mesto suo volto che si vela

Spesso dell'ombra cupa d'un mistero

Spira un'inquieta fierezza che cela

Qualche suo imperscrutabile pensiero.

Mrs. Hemans.

Oggi, per la maggior parte dei cittadini di Boston, recarsi in qualche posto dello Stato di Nuova York è una giterella comunissima che non merita il nome di viaggio; ma per il dottor Jeremy era un evento importantissimo che lo toglieva dalla consuetudine delle quotidiane sue visite professionali, non più interrotta, durante gli ultimi vent'anni, da una settimana d'assenza dalla sua casa, e lo gettava a un tratto nel turbine di fretta ansiosa e tumultuosa che regna sulle principali strade percorse dai viaggiatori, specie nella stagione estiva in America quando il popolino fa le sue gite di piacere.

Il buon dottore era per natura e per abitudine un uomo socievole; lungi dallo sfuggire il commercio coi suoi simili, lo cercava in ogni occasione e ne godeva. Sapeva piacere ai giovani e ai vecchi, ai ricchi ed ai poveri, e la vita della città gli era familiarissima in tutte le sue forme. Nell'arte del viaggiare però, arte che non s'acquista se non con la pratica, egli non era punto versato. Doveva ancora imparare l'uso di certe molle che, toccate destramente nel momento opportuno da mano esperta, raddolciscono il duro cuore degli albergatori, ottengono il devoto servizio dei camerieri, infondono negl'impiegati ferroviari e negli ufficiali di bordo uno spirito conciliativo, e convertono i chiassosi e prepotenti fiaccherai in quieti, obbedienti ed umili servitori.

Ai tempi della sua gioventù, il veicolo più conveniente e più celere era la diligenza. Il conduttore aveva maniere cortesi, ogni viaggiatore veniva considerato come una persona degna di riguardo, e il suo bagaglio come una cosa non disprezzabile. Adesso invece la gente viaggiava a frotte; un singolo individuo non contava nulla per sè stesso, era una semplice unità nel gran totale, e le sue valigie tanto preziose per lui diventavano, così almeno pareva al dottor Jeremy, un bersaglio di colpi spietati. Davanti a siffatte novità gli cascavano le braccia, e non riusciva ad accordarvi i suoi gusti e il suo temperamento. L'albergatore moderno gli faceva l'effetto d'un direttore d'agenzia di collocamento, che con aria di condiscendenza dà un'occhiata ai suoi registri per vedere se può procurare un posto all'umile supplicante, e spesso lo rimanda deluso e mortificato; i camerieri, cui l'integro e schietto dottore disdegnava dare un'untatina, erano un branco di valletti impudenti e neghittosi; gli addetti ai treni e ai piroscafi, superbi tiranni, e i fiaccherai uno sciame di vespe fameliche, ronzanti, pungenti, lanciato sulle banchine dei porti e nelle stazioni delle strade ferrate per tormento delle loro vittime.

Così tutti questi importanti membri del consorzio civile venivano stigmatizzati e spregiati dall'inesperto viaggiatore il quale al principio e alla fine di ciascun tratto dell'itinerario andava immancabilmente sulle furie, eccitato dalle sopraffazioni e dalle indegnità a cui gli toccava sottostare. Era curioso però vedere come presto sbollivano le sue ire, e si trovava a suo agio e contento non appena accomodato a bordo o nel treno, od ottenute buone camere in un albergo. Allora ritornava subito l'uomo socievole, cordiale, obbligante, ch'era in realtà, faceva conoscenza con quanti lo attorniavano, parlava e si conteneva come una persona senza pensieri, che fa conto d'essere a posto per tutta la vita ed è sodisfattissimo di ciò che la sorte gli ha assegnato.

Non parve dunque vero alle signore che l'accompagnavano di trovarsi al sicuro sul piroscafo, e se ne congratulavano ancora seco stesse e reciprocamente, mentre accatastavano in un angolo del salone gli scialli pesanti e altri indumenti da viaggio, quando la sua voce si fece di nuovo udire dal fondo del salotto lungo:

— Su, su, moglie, Gertrude, Emilia, spicciatevi! Che state a fare qui sotto? Perderete le vedute più belle! —

Entrò, e prese Gertrude a braccetto per condurla via lasciando che le altre due li seguissero appena sarebbero pronte: ma ella non volle affidare a nessuno la cura di guidar la cieca su per la scaletta, e dal canto suo la signora Jeremy impegnò il marito in un'animata discussione sull'opportunità di mettersi il cappello di paglia, ch'ella, consorte amorosa e previdente, aveva portato in mano, da Boston, e che si struggeva pertanto di veder servire al suo uso. Nel tempo ch'essi dibattevano la questione, e che Emilia, persuasa da Gertrude, mutava la sua mantellina con un leggero mantello, precauzione consigliata dalla fresca brezza che spirava sul fiume, il piroscafo aveva già percorso un buon tratto di cammino, e quando la comitiva sbucò di sotto coperta e girò gli occhi intorno cercando dove sedersi, non c'era più sulla tolda nè una panchetta nè una seggiola libera. Il numero dei passeggeri era stragrande, e quasi tutti s'erano radunati a poppa. Il dottor Jeremy fu costretto ad allontanarsi dalle sue signore per andare in traccia di seggiole.

— Non restiamo qui ritte, — disse piano la signora Jeremy alle sue compagne — battiamo in ritirata prima ch'egli torni. Ci sono certe belle poltrone a dondolo nel salottino delle signore, e non un'anima che le occupi.... Nessuno ci aspetta quassù; e io non posso soffrire di vedermi fissata da tutta questa gente che gongola in cuor suo d'aver trovato da sedere così bene.... E voi, Emilia? —

La buona donna era una di coloro che dimenticavano sempre che Emilia non ci vedeva.

Ma Gertrude non lo dimenticava mai; ella cingeva leggermente con un braccio la vita dell'amica cieca per impedire che i moti del bastimento le facessero perdere l'equilibrio, nè era da maravigliarsi se in quell'atto esse attraevano l'attenzione degli astanti: l'una splendente di giovinezza e di salute, alta, forte, invero fatta per proteggere quella che s'appoggiava così fidentemente a lei; l'altra dolce e gentile nella sua debolezza.

— Penso che se troviamo posto all'ombra godremo più fresco qui che da basso, — rispose la signorina Graham alla proposta di fuga in assenza del dottore. — Voi preferite, credo, i luoghi freschi, signora Jeremy....

— Sì, ma ho notato che nel salotto delle signore c'è una deliziosa corrente d'aria, e.... —

L'argomentazione della brava signora fu interrotta dal cordiale saluto del dottor Gryseworth, che sedeva dando loro le spalle e s'era voltato al suono dell'armoniosa voce d'Emilia; quella voce, una volta udita, lasciava nella memoria un'impressione indelebile. Stretta ch'ebbe la mano a tutte e tre, egli insistette perchè la signora Jeremy prendesse la sua seggiola, e nel momento stesso un altro signore, che esse non avevano osservato tra la folla dei passeggeri, si rizzò, e, inchinandosi, offerse urbanamente la propria per Emilia, poi s'allontanò a rapidi passi. Era lo sconosciuto che aveva destato la loro curiosità durante la colazione, all'albergo. Gertrude lo riconobbe al suo sguardo acuto e penetrante, prima ancora che alla strana precoce canizie, e mentre lo ringraziava e faceva sedere la cieca sentì un lieve rossore invaderle il volto, sotto gli occhi ardenti che la fissavano. Ma il dottor Gryseworth distolse immediatamente i pensieri della giovanetta dall'incognito che s'affrettava a ritirarsi, presentandole le sue figliuole.

Le signorine Gryseworth erano ragazze intelligenti; la maggiore, da poco tornata dall'Europa dove aveva fatto un lungo viaggio col padre, veniva tenuta in concetto di persona superiore ed elegante; ambedue piacquero moltissimo a Gertrude per la graziosa cordialità con cui fecero la sua conoscenza, e soprattutto per le delicate attenzioni, piene di simpatia, che prodigarono ad Emilia.

Intanto il dottor Jeremy ritornò con l'unica seggiola che gli fosse riuscito di procacciarsi, e poichè il dottor Gryseworth s'era ingegnato destramente di accomodare Gertrude e sè, egli approfittò della sua conquista per proprio uso, e si riabbandonò subito a quella gaia spensieratezza che conveniva mirabilmente al suo carattere amabile e geniale.

Già assai prima che il piroscafo toccasse West Point dove i Jeremy dovevano sbarcare, era evidente che le tre giovani signorine se l'intendevano a maraviglia, e che un po' di tempo avrebbe agevolmente trasformato la loro conoscenza in amicizia.

Gertrude non era di quelle fanciulle che considerano qualunque loro coetanea come fornita d'un titolo naturale alla loro intimità. Ella aveva le sue preferenze, e sebbene garbata ed obbligante con tutti, di rado propendeva ad ammettere nuovi membri nella sacra cerchia dei suoi amici. Era pronta però a riconoscere uno spirito fraterno; e incontratolo, la sua anima fervida d'entusiasmo, il suo cuore affettuoso, l'avvincevano ad esso con vincoli non meno forti e tenaci di quelli del sangue. Quando ella amava una persona, l'amava costantemente, l'amava bene, perseverava con fedeltà nei suoi sforzi per servirla, per procurare la sua felicità che le era cara quanto la propria.

Forse Elena Gryseworth indovinava questa nobile qualità del suo carattere, ed apprezzava il valore di un'amicizia così salda e profonda, perchè sembrava desiderosa di guadagnarsela; e suo padre, al quale il dottor Jeremy aveva raccontato la storia di Gertrude, sorrideva nel vedere la premura che la signorina allevata in mezzo al lusso e piuttosto aristocratica si dava per piacere a una ragazza la cui condizione sociale non aveva nulla che potesse farle ambire d'acquistarne le grazie, e che si raccomandava soltanto col suo aspetto, la sua intellettualità, le sue maniere.

Da circa un'ora conversavano insieme piacevolmente, e godevano d'una successione di vedute che sono tra le più incantevoli del mondo, quando Netta Gryseworth toccò un braccio della sorella, e disse sottovoce, guardando verso l'altro capo del bastimento:

— Elena, invita il signor Phillips a ritornare qui con noi, e presentalo alla signorina Flint. Vedi come è triste e solo, pover uomo.... —

Gertrude seguì la direzione de' suoi occhi, e vide lo sconosciuto di poc'anzi, il quale passeggiava in su e in giù, a qualche distanza da loro, con aria malinconica e distratta.

— È un'ora buona che se ne sta lì in disparte, — proseguì Netta. — Ha le lune, temo....

— Spero che non l'abbiamo fatto fuggire noialtre il vostro amico, — disse Gertrude.

— Oh, no! — fece Elena. — Benchè la nostra conoscenza col signor Phillips sia molto recente, abbiamo avuto campo d'osservare che è un uomo di carattere indipendente, e, a volte, così fantastico che io non stupisco mai del suo modo di fare, nè mi sento mortificata quando d'improvviso ci pianta.... Vi sono persone, sapete, per le quali è sempre scusa sufficiente il dire: «Sono così.» Eppure vorrei che ci concedesse di nuovo la sua compagnia: sarei lieta di presentarvelo, signorina.

— Ma non le piacerebbe, — osservò la sorella.

Elena esclamò:

— Andiamo, Netta, non istà bene indisporre la signorina Flint contro il mio amico. Non le badate! — soggiunse rivolgendosi a Gertrude. — A me che lo conosco da maggior tempo di lei, non dispiace affatto. La mia franca sorellina non ha simpatia per la gente bizzarra, e devo confessare che il signor Phillips è alquanto eccentrico; ma appunto per questo m'attira, e mi pare che voi e lui dobbiate avere comuni molte idee, molti sentimenti.

— Come puoi pensarlo, Elena? — protestò Netta. — Io dico invece che differiscono totalmente l'uno dall'altra.

— Signorina Flint, dovete prendere queste sue parole nel senso d'un complimento, — disse Elena bonariamente — ma dette da me non l'avrebbero.

— Tuttavia, — notò Gertrude rivolgendosi a Netta — avete espresso voi il desiderio di farmi fare conoscenza col vostro curioso originale. Sospetto che abbiate voluto confermare il principio che dobbiamo sostenere coi nostri amici il peso delle loro disgrazie. —

La fanciulla rise.

— No, non precisamente: sono stata mossa piuttosto da compassione per lui; non posso reprimere un senso di pietà verso quell'uomo quando vedo la sua aria di nostalgia, e pensavo che il conversare con voi lo avrebbe rasserenato.

— Ah, Netta, Netta! — esclamò la sorella maggiore. — Ha dunque finito col destarti simpatia. Non mi maraviglierei se tra qualche giorno tu l'ammirassi più di me.... Se è così, guardati, trasparente creatura, dal tradire la tua inconsistenza! — E proseguì parlando a Gertrude: — Essa vide ieri il signor Phillips per la prima volta, e non le fece una impressione troppo favorevole. Il babbo ed io fummo suoi compagni di viaggio sul piroscafo col quale veniva da Liverpool, settimane sono. Durante il principio della traversata sofferse una forte indisposizione, e appunto in qualità di medico il babbo ebbe occasione di conoscerlo. La sua presenza a bordo stamani m'ha stupita, perchè ieri non ci disse nulla in proposito. —

Balenò a Gertrude il sospetto che l'amabile signorina ne fosse ella medesima la causa, ma la sua naturale delicatezza, e la poca confidenza che c'era ancora tra loro, le vietavano di manifestarlo. La conversazione volse su altri soggetti, e il signor Phillips non venne più menzionato. Ma ella, nel momento dell'arrivo a West Point, osservò che il dottor Gryseworth e il dottor Jeremy s'erano accostati a lui, e che i tre discorrevano insieme animatamente.

La giovanetta s'accomiatò dalle sue nuove amiche, le quali augurarono con molto calore di ritrovarla presto a Saratoga. Prima che la tumultuosa confusione dello sbarco fosse cessata e ch'ella avesse potuto rifugiarsi con Emilia in un posto sicuro sullo stretto molo, il piroscafo era già lontano e le signorine Gryseworth non si distinguevano più in mezzo ai passeggeri affollati a poppa.

La fermata a West Point fu d'una notte soltanto. La temperatura seguitava ad essere caldissima, e il dottore, vedendo che Emilia languiva in quell'atmosfera opprimente, desiderava toccar la cima della montagna di Catskill prima della prossima domenica.

Grazie alla chiarità del sereno plenilunio Gertrude potè in quell'unica sera farsi un'idea delle bellezze del luogo. Ella non aveva agio di notare i particolari; ma l'insieme che le appariva come in una dolce visione di sogno nell'incanto della notte estiva, destava nell'animo suo, vergine e ardente, un senso vago di maraviglia e di piacere; e la scena che s'offriva al suo sguardo era così divinamente armoniosa e circonfusa di tanta soavità e tanta pace, che le pareva di contemplare un miraggio del paradiso anzichè un paese terrestre.

— Emilia, tesoro mio, — ella diceva mentre stavano insieme sotto un pergolato donde si dominava una magnifica veduta del fiume e delle sue rive — è qualche cosa di simile a voi! Dovreste vivere qui ed essere la sacerdotessa d'un tempio sì bello! —

Con la mano nella mano dell'amica cieca ella versava nell'attento orecchio di lei la piena dei santi e sublimi sentimenti suscitati dal luogo e dall'ora; dire i suoi pensieri ad Emilia era come parlare al suo proprio cuore, e la risposta era non meno sicura e certa.

Così trascorse la serata. Di primo mattino la comitiva di nuovo navigava sul Hudson. Ammaestrati dall'esperienza del giorno innanzi, s'affrettarono ad accaparrarsi buoni posti sulla tolda, sempre affollata; ma appena le rive di West Point erano scomparse, il vigile occhio di Gertrude scòrse nell'aspetto d'Emilia i noti segni di spossatezza e languore. Tosto, sacrificando senz'esitazione l'intenso piacere ch'ella provava nel mirare i deliziosi paesaggi tra cui passa il piroscafo in quel tratto del fiume, ella propose di scendere sotto coperta dove la signorina Graham sarebbe potuta stare più quieta e più comoda.

Questa ricusò: le rincresceva troppo privare la fanciulla del raro diletto ch'ella gustava.

— La bellezza del panorama non esiste più per me, cara Emilia; io non vedo che il vostro viso stanco. Ve ne prego, scendiamo e coricatevi, non foss'altro che per compiacermi; non avete dormito quasi punto la notte scorsa.

— Parlate di scendere? — domandò la signora Jeremy. — Io davvero non mi fo pregare. Nel salotto delle signore si sta meglio che quassù, e le belle vedute possiamo goderle abbastanza dalle finestre, non vi pare, Emilia?

— Proprio, lo preferite? — disse la cieca.

— Oh, sì! — esclamò ella con un'enfasi che non lasciava dubbi sulla sua sincerità.

— Allora, Gertrude, — riprese la signorina Graham — se mi prometti di rimanere qui, tranquilla, io scenderò con la signora Jeremy. —

Gertrude aderì alla proposta, ma volle accompagnarle da basso a fine di trovare una cuccetta libera per accomodarvi la sua amica ed assicurarsi che ella fosse in condizioni di riposare veramente.

Il dottore era andato a informarsi circa il pranzo, ed esse fecero senza indugio come avevano stabilito. Emilia si sentiva infatti così debole, che il chiasso e la confusione di sopra coperta le davano gran molestia. Fattala coricare nel salotto quasi deserto e silenzioso, Gertrude s'indugiò accanto a lei, lisciandole e rimovendole dalla fronte i capelli, osservando la sua faccia sbiancata, finchè s'udì accusare di violazione dei patti, e venne cacciata dall'ottima e vivace signora Jeremy.

— Sono buona anch'io di badare alla nostra Emilia, sai! Tu ritorna a prendere il tuo posto a poppa, se non vuoi perderlo; e, mi raccomando, Gertrudina, non permettere al dottore di venire da noi; vorrebbe forzarci a tornare di sopra, e non è questa la nostra intenzione. —

Così dicendo sciolse i nastri del suo cappello, poggiò i piedi su una seggiola messa di contro alla sua poltrona, e intimò alla fanciulla d'andarsene battendo le mani per metterla in fuga.

Gertrude scappò ridendo e un sorriso le brillava ancora sulle labbra e negli occhi mentre saliva la scaletta, col suo passo rapido e leggero. Un uomo, d'alta statura, si trasse in disparte per lasciarla passare. Era il signor Phillips. Egli s'inchinò. Ella gli rese il saluto e si diresse verso il posto da lei occupato prima, maravigliandosi tra sè del caso che li faceva un'altra volta compagni di viaggio. Egli non poteva essere stato già a bordo quando ella era scesa nel salotto con Emilia: ne era sicura, perchè altrimenti l'avrebbe veduto e riconosciuto tra mille. Senza dubbio doveva essersi imbarcato a Newburgh dove il piroscafo aveva fatto una breve fermata intanto che ella si tratteneva da basso.

Volgendo in mente queste riflessioni, riprese la sua seggiola, collocata sul davanti della poppa, sicchè dava le spalle alla maggior parte dei passeggeri, e contemplò il fiume. Da cinque minuti i suoi pensieri erano così divisi tra la scena pittoresca e l'attraente figura del singolare gentiluomo, allorchè un'ombra le passò dinanzi. Ella alzò gli occhi preparata a vedere il dottor Jeremy e a rivolgergli la parola, nè potè celare la sua confusione incontrando invece quello sguardo ardente, quasi magnetico, che aveva il potere di turbarla e d'affascinarla. Distolse il suo in modo piuttosto brusco; ma il signor Phillips le disse gentilmente:

— Buon giorno, signorina. Vedo che il vostro itinerario e il mio ci conducono nella medesima direzione. Volete farmi l'onore di servirvi della mia guida? —

Così parlando le offerse un libretto contenente una carta topografica dell'Hudson e delle sue rive. Gertrude lo prese e ringraziò. Mentre ella spiegava la carta, egli s'allontanò di alcuni passi da lei, si chinò sul parapetto con un'aria, in apparenza, molto distratta, e durante alcuni minuti stette in silenzio; poi a un tratto si voltò domandandole:

— Vi piace molto questo panorama?

— Oh moltissimo! — ella rispose.

— Non avete mai visto nulla di così incantevole in vita vostra. —

Pareva che non l'interrogasse, ma affermasse una cosa saputa.

— Per voi invece è uno spettacolo familiare, — disse la giovanetta.

— Che v'induce a crederlo? — fece egli sorridendo.

Di nuovo il suo sguardo la turbò e più ancora il suo sorriso che lo trasfigurava, lo faceva sembrare tanto bello e tanto malinconico. Ella arrossì, e non trovò una risposta. Il signor Phillips le risparmiò la pena di cercarla seguitando:

— La domanda è indiscreta, non è vero? Voi pensate che la vostra supposizione è fondata quanto la mia.... V'ingannate però. Io non sono mai stato in questi luoghi. Ma ad un vecchio viaggiatore non brilla l'entusiasmo negli occhi.... — S'interruppe, fissandola, poi soggiunse: — .... come a voi. —

Quasi s'accorgesse per la prima volta dell'impaccio in cui la metteva scrutando così le sue sembianze, guardò da un'altra parte, e il suo bel viso si oscurò, prese un'espressione amara e insieme patetica, la quale svanì tosto, ma bastò a dissipare il turbamento cagionato alla fanciulla da quell'audace modo di presentarsi da sè e fare curiose osservazioni; ed ella dimenticò tutto, fuorchè la strana simpatia che destava in lei l'uomo singolare.

Egli, approfittando d'una seggiola rimasta libera, sedette accanto a Gertrude, le fece notare una splendida villa sulla riva destra, parlò del suo antico proprietario ch'egli aveva conosciuto all'estero, e raccontò parecchi dilettevoli aneddoti concernenti un venturoso viaggio intrapreso con lui: questo discorso condusse ad altri, principalmente sul soggetto di peregrinazioni in paesi remoti, quasi sconosciuti ancora anche in questo secolo esploratore; e così ricca e varia era la conversazione del signor Phillips, così pittoresche le sue descrizioni, così fervida ed esuberante la sua immaginativa, e potente la sua padronanza della parola nel dar forma e colore ai suoi pensieri, che la giovanetta ascoltava rapita, ammirando e godendo.

L'alta intellettualità di Gertrude armonizzava appieno con l'ardore e la poesia d'una mente sensibile al pari della sua al grande, al bello, al maraviglioso nella natura e nell'arte; e conquistate in tal guisa la sua fantasia e la sua attenzione, il suo interlocutore, che l'osservava senza parere, ebbe presto la sodisfazione d'accertarsi ch'era riuscito a vincere il senso di diffidenza e d'impaccio da lei provato sulle prime, poichè mentre ella stava ad udirlo e perfino quando i loro occhi talvolta s'incontravano, nessun segno di timore o di sospetto appariva più in quel viso animato, raggiante.

Egli non abusò tuttavia del suo confidente abbandono, e continuando ad intrattenerla sui soggetti che naturalmente s'offrivano, ebbe cura di non turbarle l'animo con quell'acuto sguardo scrutatore che tanto la sconcertava. Sicchè il dottor Jeremy, venuto in cerca di lei, li trovò conversando insieme con tanta amenità e libertà, che sgranò due occhi attoniti e scotendo le spalle diede in un'esclamazione:

— Ah, bene, me ne congratulo! —

Gertrude, la quale non l'aveva veduto avvicinarsi, riconobbe il suono della sua voce, e voltandosi a guardarlo arrossì lievemente, conscia della maraviglia che doveva fargli il sorprenderla in familiare colloquio con un estraneo; ma notando che il signor Phillips non era punto sgomentato dalla sua brusca apostrofe, e anzi la riceveva con un sorriso, si sentì anch'ella piuttosto esilarata che confusa: giacchè, strana cosa, il suo primo sentimento di ritrosia era svanito, ed ella aveva oramai la più intera fiducia nel compagno di viaggio. Questi si rizzò, strinse la mano al dottore, cui era stato presentato il giorno innanzi, e disse con perfetta calma:

— Volete, signore, in cortesia presentarmi alla signorina? Abbiamo un po' conversato insieme, ma non sappiamo con che nome rivolgerci la parola. —

Il dottor Jeremy compì la formalità richiesta. Il signor Phillips, inchinandosi, guardò Gertrude con una tale espressione di paterna benevolenza, ch'ella non esitò a porre la sua mano in quella offertale. Egli la trattenne un momento, dicendo:

— Non abbiate paura di me quando mi vedete. —

S'allontanò e continuò a camminare in su e in giù, a passi lenti, finchè i viaggiatori diretti a Catskill furono chiamati per il pranzo; scese allora nella sala anch'egli.

Il dottore motteggiò alquanto Gertrude sul suo canuto ammiratore, affermando che era ancor giovane e bello, e soggiungendo che quanto ai capelli avrebbe potuto farglieli tingere nel colore ch'ella preferiva: ma non riesci a pungerla, perchè la simpatia che sentiva per lui e che non negava, era affatto indipendente dalla sua apparenza personale.

Ma il trambusto del pranzo e dello sbarco bandirono dal capo del buon Jeremy ogni altro pensiero fuor di quello della salvezza propria, delle sue signore, e delle loro valigie: causa d'ansietà, del resto, anche per qualche viaggiatore più esperto di lui, perchè il tempo concesso ai passeggeri per scendere a terra era così breve, e tali eran la confusione e la furia con cui venivano cacciati da bordo scaraventando dietro a loro i bagagli, che quando la macchina ansante e sbuffante rimise in moto il piroscafo, la piccola folla raccolta sulla banchina sembrava piuttosto un branco di pecore spaurite, che creature umane in possesso d'una libera volontà.

Emilia, il cui sistema nervoso era un poco irritato, s'aggrappava, tremante, a Gertrude, e Gertrude si trovava, senza saper come, appoggiata al braccio del signor Phillips, alle cui tacite premure tutte e due dovevano l'essere sbarcate felicemente. La signora Jeremy intanto contava le valigie, e suo marito, con un piede sopra una di queste e una sacca in mano, tempestava ad alta voce contro il piroscafo, il suo equipaggio, e l'intera frettolosa e precipitosa nazione degli yankee.

Due diligenze aspettavano sulla banchina di Catskill i passeggeri per la montagna, e prima che il dottor Jeremy avesse voltato le spalle al fiume, Emilia e Gertrude erano bell'e accomodate in una di esse per cura del signor Phillips, il quale senza fare domande, e nemmeno parlare, s'era assunto quest'incarico, e poi ne aveva informato il loro compagno affinchè sapesse dove trovarle. I Jeremy le raggiunsero tosto; gli altri posti della vettura furono occupati da una comitiva di persone che non conoscevano. E incominciò il viaggio.