A TE SOLA.

Te, se fra gli splendori

Del circo e il molle plauso

Degli armonici cori

Volgi, o fra le vertigini

De l'incitata danza

E le dolci vigilie

E il tepor de le feste e l'esultanza.

Te fra l'elette e belle,

Che i tuoi fianchi incoronano

Gareggianti donzelle,

Come sugli astri il tremulo

Espro o su' fior la rosa,

Te di tutte vaghissima

Lieta la mia saluta arpa amorosa.

Ed esaltar vorrìa

Il lieve fronte e il mobile

Guardo e la melodia

D'ogni movenza e l'ebano

De le flüenti anella

E il sorriso ineffabile

E la mestizia che ti fa più bella.

Ma dentro al cor s'intrica

La nota, e a l'alma estatica

Non corrisponde amica;

Chè fra' procaci e indocili

Labbri e l'insano ardore

Dei guardi altrui le armoniche

Fila son mute, e sta confuso amore.

Ma se a l'ostel fiorito

Riedi e al natio silenzio

Del tuo balcon romito,

Come da pinto calice

Volano olezzi a mille,

Varie da l'alma scoppiano

Irrequïete armoniche faville.

E tu allor mi consenti

Un tuo sorriso a' timidi

Del cor veleggiamenti;

Dammi un tuo guardo, un'aura

De l'amor tuo mi dona,

Dammi un sol raggio etereo,

Dammi un sol fiore de la tua corona.

Ch'io men vo' fare un serto.

Io men vo' fare un'òasi

Che allieti il mio deserto;

Men vo' tesser lievissimo

D'auree fantasme un velo,

E un avvenire e un gaudio

E un altro mondo che si perda in cielo.