ATTO SECONDO.

SCENA I.

Francesca, Paolo.

Francesca

Ch'io ti lasci così! Che a le beate

Sedi, a le gioie de' celesti io corra

Senza di te! No, non me 'l dir; crudele

Emmi ora il ciel, più che giammai!

Paolo.

Felice,

S'esser può qui felicità, felice,

Credilo, io son. Speranza unica in terra

Erami l'amor tuo, sola speranza

M'è qui il vederti redimita un giorno

De la luce degli angioli.

Francesca

Lontana

Da te! divisi eternamente!

Paolo

Oh! acqueta

L'anima generosa! Amor, per tanta

Diversità di loco e di destino,

Non morirà, non muterà! Sereno,

Qual raggio di nascente astro, dal cielo

Splender vedrò fra queste ombre il tuo fronte;

Dolce, siccome balsamo di brina,

Scenderà su quest'arsa alma il tuo riso;

Sentirò la tua voce, udrò la santa

Melodia dei celesti; e, allor che mugghia

Più la bufera e mi travolve e introna,

L'anima tua m'aleggerà d'intorno

Qual bellissima cosa; e il dolor mio,

Gli eterni affanni e l'abbandono e il cielo,

Poichè tutto l'ho in te, di te sognando,

Oblierò. Non piangere in tal guisa;

Non disperarmi, anima cara!

Francesca

Invano

M'illudi, invan: ti leggo il cor. V'è cosa

Negli occhi tuoi che s'assomiglia al pianto;

Trema la voce tua, come nell'ora

Del nostro ultimo addio! No, non mentirmi

Questo, del cielo a me più caro assai,

Dolce senso d'amor; no, tu non soffri

Penar quaggiù, lungi da me!

Paolo

S'io tremo,

S'io piango? Di dolor sempre foriere

Le lacrime non son! Mai non fui lieto,

Com'or, te 'l giuro; mai nel ciel non ebbi

Fede sì piena, e desiderio e brama

D'adorar Lui che fino ad or sconobbi!

Oh! non è ver, che inesorato o ignaro

Dei nostri affanni, a sommo gli astri ei segga;

Oh! ver non è, che dai superbi mari

Di luce, ove l'eterno occhio si spande,

Piegar si sdegni al tenebroso e mesto

Destin del figlio de la creta! Io sento

Tornarmi in cor dei giorni miei più belli

La speranza e l'ardir; sento, siccome

Nel primo dì ch'amor gli occhi mi aperse

Al fulgor dei tuoi grandi occhi, una voce

Che del ciel mi favella, e accende il raggio

De la speranza entro il cor mio! Deserto,

Credi, non resto io più, quando dal cielo

Tu mi sorridi, quando in cor mi siede

Speme e desio di rivederti!

Francesca

O giorno,

O speranza mia sola! E s'io potessi,

Con le preghiere mie, con le cocenti

Lagrime del mio core impetrar pace

Al tuo capo diletto; aprir la fonte

Su te de le pietose acque lustrali

De la grazia divina! Appo i beati,

Appo Colei che d'ogni donna intende

Le pietose querele, e reca il pianto

Fino al trono di Dio, piangendo sempre

Genuflessa starommi; a l'odorate

D'eterni gelsomini ambrosie vesti

M'appiglierò; porterò al labbro i santi

Lembi, e il tuo nome, l'amor nostro, i tuoi

Tutti tormenti io le dirò nel pianto,

Finchè a la luce, ov'io t'aspetto e invoco,

Ed all'amplesso mio non ti redima!

SCENA II.

Coro di demoni, precedenti.

Un Demonio

Chi prega qui? Chi del ciel parla? È dessa!

La sua pena ha fornita, e il nunzio aspetta

Che lontan da le nostre ombre la porti.

Altro Demonio

Ecco egli vien.

(Un chiarore si diffonde a poco a poco fra l'ombre e una musica dolcissima si ode risuonare in lontananza).

SCENA III.

Paolo, Francesca, l'Angelo.

Francesca

L'angel s'appressa: io sento

L'aura celeste che l'annunzia.

Paolo

È desso!

(O terribile istante! Ella, ella dunque

Mi lascerà!) (Si scosta da lei per nasconderle il suo dolore).

Francesca

Lasciarlo io deggio, a tanto

Dolor lasciarlo? Oh! no 'l poss'io! Deserto

Fra tanto strazio, al cielo in odio, in ira

A sè stesso, qual mai speme e conforto

Gli resterà? L'amor, la colpa, il pianto,

Il morir, tutto avrà meco diviso

Fuor che la gloria dei celesti?

Oh! il cielo!

Oh! la danza dei chiari astri, e la luce

Infinita di Dio! Cinta di raggi

Fra ghirlande d'elette anime io veggio

La madre mia, ch'ivi m'aspetta e chiama,

E di palme e di fior candidi intreccia

La corona serbata a le mie chiome,

La corona dei miei sogni innocenti...

Oh! attendi, o madre, attendi ancor! Ch'io pianga

L'ultima volta accanto a lui; ch'io volga

L'ultimo addio... L'ultimo!? ah! no!

L'Angelo

Di Dio

Il perdono io ti reco, al ciel ti guido,

E ancor non sorgi? e incerta ondeggi e tremi?

(La musica diviene più distinta e prende un tono malinconicamente celestiale).

Paolo

Vieni al mio cor l'ultima volta! Ah! vieni

Qui sul mio core; e al ciel, da cui ti mosse

Carità de la mia vita infelice,

Torna, vola, amor mio! Lascia ch'io pianga

Per tutti io sol! Colpevol fui! Non era

Cosa mortal, terrena cosa, il veggio,

Degna de l'amor tuo! Se alcuna io m'ebbi

Grazia da te; se ancor su queste ardenti

Labbra, qui, vedi? su la bocca mia

Vive lo spirto dei tuoi baci, oh! nulla

Pietà dal ciel, favor di Dio non merto:

Tutto ei mi diè ne l'amor tuo, nè spero

Altra grazia giammai!

Francesca

Ch'io t'abbandoni!

L'Angelo

Al ciel rinunzi?...

Paolo

Ah! no! siile pietoso

Del tuo perdono, Angel di Dio! Non vedi,

Che disperatamente ella si serra

Su l'anelante mio petto, siccome

Chi dà l'ultimo vale?

Francesca (inginocchiandosi).

O luminoso

Abitator del paradiso, o santo

Messaggiero di Dio, se mai per prova

Sapesti amor, se mai de le terrene

Tenebrose venture unqua ti venne

Conoscenza e pietà, deh! non lasciarmi

Derelitto così questo che tanto

Sovra tutte le cose ebbi diletto

Amatissimo capo! Amor fu tutta

La colpa nostra! Amato abbiamo entrambi,

Pianto entrambi abbiam noi! Raggio o sorriso

Non sparse mai sul nostro cor la gioia;

Ma il dolor con sue negre ali ne aggiunse

Fedelissimamente, e il morir tenne

Loco di maritaggi, e fu l'inferno

Del nostro santo amor talamo e altare!

Oh! qual favor, qual grazia oggi m'assume

Al cospetto di Dio, che me da tanta

Parte de l'esser mio svelle e divide?

A dura prova, a strazio orrido il Cielo,

Credi, questa tremante anima espone.

Deh! non negar che meco ei venga! Assunto

Meco al Cielo egli sia! Vedi? Mi manca

Tanta virtù, che da costui che piange

Eternamente io mi divida!

L'Angelo

O cieche

Anime! O grazia del Signor, che indarno

Come fiume di luce ti diffondi

Su questo capo impenitente! Amore

Tu invochi? Ascolta: amor cantan le sfere.

I.

Coro d'angeli

Qui dove s'incolora

D'eterne rose il giorno,

Fra novi astri il soggiorno

Pose Colui che l'anime innamora.

Amor qui regna; al sole

Ei dà la luce, ei regge

Gli astri nel cielo ad intrecciar carole,

E al cielo, al mare, all'universo è legge.

I.

Coro di diavoli

Liberi come il vento,

Senz'amor, senza legge e senza posa,

D'ogni creata cosa

Noi Siam guerra e spavento.

Guerra noi siam, che adduce

Per la gora del mondo anima e vita;

Ombra noi siam, da cui sorge infinita

Brama ed amor de la siderea luce.

II.

Coro d'angeli

Qui in armonia perenne

Ogni sospir si muta;

Qui trova eco solenne

Ogni voce che al mondo erra perduta;

Qui in dolce ambra odorosa,

Che al sol novo scintilla,

Vien mutata la lacrima pietosa

Che amor da una soffrente alma distilla.

II.

Coro di diavoli

L'aria, la terra, il mare,

Tutto che vive e pensa a noi soggiace.

Nostro è l'arbitrio audace

Onde sorgon l'imprese inclite e chiare;

Per noi servo e conquiso

Non giace il vol de le coscienze ardite,

Anima nostra è la feconda Lite,

Virtù il dispregio, ed arma nostra il riso.

III.

Coro d'angeli

Nocchier naufrago, assorto

Da negre onde in tempesta,

Qui ai tuoi lunghi travagli apresi un porto,

Del procelloso mar la riva è questa.

Qui, dov'è luce e amore,

Trova ogni anima pia l'alma sorella,

Ogni affanno terren mutasi in fiore,

Ogni anima che amò diventa stella.

Francesca

O dolcezze ineffabili! o celeste

Melodia, che nel cor placida scende

Come fioccar di mattutina neve

Sovra un povero arbusto! Un dolce io sento

Söavissimo spirito di pace

Scorrermi per le fibre intime, e come

Una memoria lungamente cara

D'un ben sempre sognato e mai raggiunto,

Come il ricordo d'un april fuggito

Sull'ali del più bello angiol d'amore,

Malinconicamente in cor mi parla

La gioia d'un perduto Èden, da cui

Sento che da gran tempo esule io vivo!

Paolo

M'abbandona ella già! Mai non la vidi

Trasfigurata in simil guisa! Al cielo

Tende, a modo di stanche ali, le braccia,

E nel fronte e nei cari occhi le splende

La presenza del Nume!

Francesca

Ascolta, ascolta!

Odo a nome chiamarmi; il cielo io veggio,

Veggio de le beate anime il coro

Radïante di luce...

Paolo

Ombre di morte

Son su 'l mio guardo, e la bestemmia ascolto

Degli infelici, a cui negato è il cielo.

Coro Di Beati

Oh! venite, venite, o dolorose

Anime erranti, cui l'amor flagella;

Nostre son queste miti aure odorose,

Nostra è la luce, ond'ogni ciel s'abbella;

Nostro il tesor de l'armonie nascose,

Che tempra ogni astro e ad ogni cor favella;

De le plaghe del ciel nostro è ogni fiore,

Nostro è il guardo di Dio, nostro è l'amore.

Oh! venite, venite! E se di pianto

Fu nutrito fin'oggi il vostro affetto,

Qui nasce un fior, che s'alza e s'alza tanto,

Che ogni astro attinge, e il fior degli astri è detto,

E chi ciba di lui, quel nodo infranto

Vedrà che il lega ad un terrestre obietto,

E ne l' oblio d'ogni beltà finita,

Saprà l'amor, la verità, la vita!

Francesca

Obliare, obliar?... Che intesi? Il cielo

Loco non ha per le memorie mie?

Voce della madre

Sorgi a l'amplesso mio,

Vieni, non odi di mia voce il suono?

Figlia, senza di te sola son'io;

Tutto luce è nel ciel, ma cieca io sono.

Piegato ha il mio pregar l'ira di Dio,

Co 'l mio pianto cresciuto è il suo perdono;

Vieni, diletta mia, vieni e saprai,

Che amor qui sorge, e non tramonta mai.

Francesca

O madre mia!

(All'angelo). Partiam, fuggiam da questa

Tenebra lungi! Al ciel recami, al cielo

Patria degl'infelici! Oh! vedi? Io posso

Sostener la tua vista; al fin ti veggio

In tutto lo splendor che ti circonda

Nel paradiso.

Paolo

O mia Francesca!

Francesca

... Un serto

Di stelle fulgidissime circonda

Il tuo fronte, il tuo crin, tutta è di luce

La tua pura sostanza. Oh! schiudi il volo,

Scoti le penne lampeggianti; mira,

Io ti seguo, io m'inalzo!

Paolo

O mia Francesca!

Francesca

Chi piange qui? Chi mi rattien?...

Deh! vieni

Vieni tu pure, alma infelice! Iddio

Ne chiuderà nel suo perdon, siccome

Due piccioli, sorgenti astri, che il sole

Ne l'oceano dei suoi raggi confonde.

Fuggiam, fuggiam da questi lochi. Oh! mira...

Ma a che, pietoso messagger, tu il guardo

Luminoso da me torci, e le penne

Pur dianzi aperte e lampeggianti al volo

Mestamente sui lievi òmeri chiudi?

Venir sola degg'io? Su questa fronte,

Ch'io tanto amai, ch'io tanto amo (oh! perdona,

Pietoso angiol di Dio! nel cor mi siede

Quella memoria ancor, nè forse il cielo

Cancellarla potria) Rispondi: eterna

Su questa fronte derelitta e cara

Striderà l'ira del Signor? Ch'io sappia

Pria di partir...

L'Angelo

Sieguimi!

Francesca

Ah! di'...

L'Angelo

Ritorno

Far deggio al ciel recando il tuo rifiuto?

Breve istante t'assegno.

Paolo

Ah! parti, il segui,

Lasciami, fuggi...

Francesca

Oimè!

Paolo

Svolgiti; addio...

Eternamente!

Francesca

Addio!

Paolo

Pur, là nel cielo,

Non obliarmi!... Al nostro amor talora,

Al morir nostro il pensier volgi!

Francesca

O dolci

Istanti de la terra, e voi del nostro

Tanto soffrir memori luoghi... addio!

(La musica risuona più dolcemente; l'angelo dispiega le ali e cinge Francesca delle sue braccia).

Paolo

Scatenatevi, o turbini; ululate,

Dèmoni e voi, spalancatevi, o abissi,

Fulmina, o ciel; tutti or vi spregio e sfido,

Che solo al pianto eternamente io resto!

(Mentre i demoni stanno per impadronirsi di Paolo, e Francesca stà per sollevarsi al Cielo, Lanciotto ripassa in fondo in mezzo ai diavoli).

Francesca

Oh! sorreggimi al volo! È tanto grave

Quest'aria, e l'ali mie son così stanche!

Lascia ch'io posi anco un istante! Intorno

Vedi? fiorito è questo loco...

L'Angelo

Orrendo

Loco di pianto e di supplizio è questo:

Vieni, il ciel si dischiude...

Francesca

Il ciel? Deserto

È intorno a me; vasto deserto! Mute

Son l'armonie, pallidi gli astri, estinta

Ogni luce, ogni raggio... Immoto, in grembo

D'una tenebra immensa, Iddio balena

Terribile dagli occhi... Oh! non è questo

Il ciel, l'amor questo non è! Lasciatemi,

Udite? Egli è laggiù!... laggiù dal fondo

Di quell'abisso piangendo ei mi chiama...

Oh! la mia gloria, l'amor mio, la luce,

Tutto il mio cielo in quest'abisso è chiuso!

(si stacca dalle braccia dell'Angelo e ripiomba abbandonatamente sul suolo).

Paolo

Che fai? misera donna! eternamente

Tu sei perduta!...

Francesca

Eternamente io t'amo!

(La musica cessa d'un tratto; la bufera mugola spaventosamente, i demoni intrecciano una tregenda).

Un Demonio

Oh! nostra gloria onnipossente!

L'Angelo

(Coprendosi la faccia). Oh! amore!

Fine