CCCL.

(A Domenico Buoninsegni in Roma).

Domenico. — Come e' marmi mi sono riusciti cosa bella e come quegli che sono buoni per l'opera di Santo Pietro, sono facili a cavare e più presso alla marina che gli altri, cioè in luogo detto la Corvara; e da questo luogo alla marina non s'à a fare spesa di strada, se non in quel poco di padule che è apresso alla marina. Ma a vuolere de' marmi per figure, come ò di bisognio io, bisognia allargare la strada fatta, dalla Corvara insino sopra Seraveza circa dua miglia, e circa un miglio o manco ne bisognia far di nuovo tutta, cioè tagliarla nel monte co' piconi insino dove si possono caricare e' marmi detti. Però quando el Papa non facci aconciare se non quello che à di bisognio pe' marmi sua, cioè el padule, io non ò el modo aconciare el resto, e non potrei aver de' marmi pel mio lavoro. E nol faccendola, non potrei aver parte cura a' marmi per Santo Pietro, com'io promessi al Cardinale: ma facendola el Papa tutta, potrei fare tanto, quanto promessi.

Tutto v'ho scritto per altre lettere. Ora voi siate savio e prudente, e so che mi volete bene: però vi prego che aconciate la cosa a vostro modo col Cardinale e che voi mi rispondiate presto, acciò che io possa pigliar partito; e non sendo altro, tornarmi costà all'usato. A Carrara non andrei, perchè non àrei e' marmi ch'i' ò di bisognio, in vent'anni. Dipoi ci ò acquistato gran nimicizia per rispetto di questa cosa, e sarammi forza, s'i' torno costà, far di bronzo, come parlammo insieme.

Avisovi come gli Operai[292] ànno già fatto gran disegnio sopra questa cosa de' marmi poi che e' furono raguagliati da me, e credo che gl'abino già fatto e' prezzi e le gabelle e passi, e che e' notai, arcinotai, proveditori, sotto-proveditori abino già pensato di radoppiare e' sugniacci[293] in quel paese. Però pensateci, e fate quanto potete che questa cosa non balzi loro in mano, perchè sarebe poi più dificile averne da loro, che da Carrara. Io vi prego che voi mi rispondiate presto quello vi pare che io facci, e racomandatemi al Cardinale. Io sono qua come suo omo: però non farò se non quello mi scriverrete, perchè stimerò che sia sua intenzione.

Quand'io vi scrivo, se io non scrivessi così rettamente come si conviene, o se io non ritrovassi qualche volta el verbo principale, abiatemi per iscusato, perchè i' ò apicato un sonaglio a gli orechi, che non mi lascia pensar cosa ch'io voglia.

Vostro Michelagniolo scultore in Firenze.

Archivio Buonarroti. Di Pietrasanta, 29 di marzo (1518).