CCCLX.
Al mio maggiore Francesco Peri ne' Salviati in Pisa.
Carissimo mio maggiore. — Io non son venuto a far conto, come più volte m'avete scritto, perchè non sono stato bene; ora son sano e gagliardo, e súbito che io ò una risposta che m'importa assai, che io aspetto da Roma, come l'ò, súbito monto a cavallo, e vengo costà a far conto e ciò che voi volete. Io vi priego, poi avete avuta tanta pazienza, l'abiate ancora questi pochi dì, e non pigliate ammirazione de' casi mia, perchè non ò potuto fare altro.
Dei servizii m'avete fatti e delle noie avete ricevute, io lo so, e conosco e restovi ubrigato in eterno, ofrendovi, benchè picola cosa sia, me con tutto quello che io ò e posso. E come è detto, in fra pochi dì sarò costà e aconcieremo le cose con consiglio vostro, in modo che e' non vi si dia più noia.
A dì ventidua di dicembre.
Vostro Michelagniolo scultore in Firenze.
Archivio Buonarroti. Di Firenze, 26 di dicembre 1518.