CCCLXI.

(A maestro Donato Benti in Seraveza).

Donato. — Io vi scrissi per Domenico detto el Zucca, compagnio di Andrea, come io sarei costà súbito fatto le feste. Ora sendo qua Francesco Peri, mi dice che vuole ancora stare qua per certe sua faccende, quattro o sei dì; e io avendo a far conto seco in Pisa, son rimasto d'aspettarlo per andar seco da Pisa e poi venirmene costà. E perchè in questo mezo che io tarderò qua, vi mando pel sopradetto Zucca, compagnio d'Andrea, ducati dieci largi, acciò che se fussi tempo da caricare, voi il possiate fare: e Francesco Peri m'à promesso che in Pisa saranno pagati e' noli di quanti marmi voi vi condurrete; e io, passati questi pochi dì, ne verrò con Francesco e farò conto a Pisa, e poi verrò costà e darovvi e' danari che voi vorrete. Io ò scritto a Roma della gabella di Pisa come mi avvisasti, e ancora come siate trattati costà; e spero avere risposta innanzi che io mi parta. Delle fatiche vostre io ne sono ultimamente avisato da Francesco Peri, benchè prima lo sapevo e conoscevo, di che io vi ringrazio e restovi ubrigatissimo, e son certo, vivendo questo Papa, che questa opera abbia a essere buona per voi.

A dì 26 di dicembre 1518.

Vostro Michelagniolo scultore in Firenze.

Archivio Buonarroti. Di Firenze, (26 di dicembre 1518).