CCCLXXIII.
(Al Cardinale Bernardo Dovizi in Roma).
Monsignore. — Io prego la vostra Reverendissima Signoria, non come amico o servo, perchè io non merito esser nè l'uno nè l'altro; ma come omo vile, povero e matto, che facci che Bastiano Veniziano pittore abi, poi ch'è morto Raffaello, qualche parte de' lavori di Palazo: e quando paia a vostra Signoria in un mio pari gittar via el servizio, penso che ancora nel servire e' matti, che rare volte si potrebe trovare qualche dolceza; come nelle cipolle per mutar cibo fa colui ch'è infastidito de' caponi. Degli uomini di conto ne servite el dì: prego vostra Signoria provi questo a me: e 'l servizio fia grandissimo, e Bastiano detto è valente omo: e se fia gittato in me, non fia così in Bastiano, perchè son certo farà onore a vostra Signoria.[312]
Museo di Berlino. Di Firenze, (1520).