CCCXCII.

(A Giovanni Spina).

[345] .... arà, perchè io non ne voglio essere debitore. Ultima(mente) .... Antonio Mini che sta meco, le giornate di San Lorenzo gli (paga)sti la quantità de' danari che io volevo, che non avevi .... essi al banco. Io vi dico che e' danari e la provi(gione che io ò) dal Papa, io gli piglierò, per poterlo servire meglio et .... ro fo e per potere entrare nella casa che n .... San Giovanni detto; e se 'l Papa le dètte principio, lui .... me ne dia, io mi contento di quel di che la sua Santità si (vorrà contentar), e per ch'io credo che e' facci bene ciò che e' fa a non la (co)minciare altrimenti nè prima nè poi. E la pri(ma paga) ch'io n'ebbi fa ora otto mesi. Guardate se (riscontra con) la vostra e se avete commessione, datemela (in quella) quantità che mi toca in sino a oggi: se non l'ave(te) .... n'abbiate arrossire con me: basta che e' non si possa (dire ch'i') non l'abbi chiesta: e così m'è forza farlo in(tendere) per mia gustificazione.

La copia della lettera che io Michelagnio(lo) Buonar(roti) (ò manda)ta stamani a dì 18 d'ottobre 1524 a Giovanni (Spina) e Salviati. L'apportatore è stato Antonio Mini che (sta meco, scritta) in sur una carta come questa.

Archivio Buonarroti. Di Firenze, 24 di dicembre 1524.