CDLI.

(A Luigi del Riccio).

Messer Luigi, amico caro. — Io vi prego, che quand'io vengo costà, che voi facciate a me quel ch'io fo a voi, quando venite qua. Voi mi fate venire a darvi noia e non mel fate dire; in modo ch'i' resto un bufolo prosuntuoso infino ne' servidori.

Io credo giovedì dare ordine da tirar le figure[428] a San Piero in Vincola, come v'ò detto altre volte: e perchè io le voglio tirar co' danari che vi restano in mano di dette figure, mi par ch'io facci un mandato di detti danari, e che l'imbasciadore lo segni, acciò non si possa mai nè a voi nè a me dir niente. Però io vi prego facciate una minuta, come vi par che abbia a star detto mandato.

Ier mattina io non conoscevo il figliuol di messer Bindo Altoviti, e voi se 'l volevi menare qua, lo potevi dire liberamente, perchè io mi tengo servidore di messer Bindo e di tutti e' sua.

Biblioteca Nazionale di Firenze. Di Roma, (1545).

CDLII.[429]

A messer Salvestro da Montauto in Roma.

Magnifico messer Salvestro da Montauto e compagni di Roma per l'adrietro, e per loro Antonio Covoni e compagni. — Del pagamento delle tre figure di marmo, che à fatte over finite Raffaello da Montelupo scultore, vi resta in deposito scudi cento settanta di moneta, cioè di 10 iuli l'uno, et avendole detto Raffaello, come è detto, finite et messe in opera a San Piero in Vincola nella sepultura di papa Iulio, sarete contenti per l'ultimo suo pagamento pagarli a suo piacere i sopra detti cento settanta scudi, perchè à fatto tutto quello a che s'era obrigato delle tre figure dette, cioè una Nostra Donna col Putto in braccio, un Profeta e una Sibilla, tutte qualcosa più ch'el naturale.

Vostro Michelagniolo Buonarroti in Roma.

Archivio Buonarroti. Di Roma, ( 1545).