CDXLIX.
(A messer Luigi del Riccio in Roma).
Messer Luigi. — Io vi prego mi mandiate l'ultimo madrigale che non intendete, acciò che io lo raconci, perchè 'l sollecitatore de' polizini, che è Urbino, fu sì pronto, che non me lo lasciò rivedere.
Circa l'esser domani insieme, io fo mie scuse con esso voi, perchè il tempo è cattivo e ò faccenda in casa. Farem poi quel medesimo che faremo domani, questa quaresima a Lungezza[424] con una grossa tinca.[425]
Archivio Buonarroti. Di Roma, (1545).
CDL.[426]
(A messer Luigi del Riccio in Roma).
Messer Luigi. — Io mi racomando a voi e a chi voi amate. Messer Giuliano e messer Ruberto[427] che mi scrivete, io son lor servidore, e se io non fo quello che si conviene, fuggo i creditori, perchè ò gran debito e pochi danari.
Archivio Buonarroti. Di Roma, (1545).