XLIV.
A Lodovico Buonarroti a Settigniano.
Lodovico. Io non rispondo a la vostra, se non a quelle cose che mi paiono necessarie; dell'altre io me ne' fo' beffe. Voi dite che non potete riscuotere le vostre page del Monte, perchè io ò fatto dire el Monte in me. Questo non è vero, e bisognia che a questo io vi risponda, perchè voi sappiate che voi siate ingannato da chi voi vi fidate, che l'à forse riscosse e aoperatosele, e a voi fa intender questo per sua comodità. Io non ò fatto dire el Monte in me, nè lo potrei fare, quando volessi; ma è ben vero che presente Rafaello da Gagliano, el notaio mi disse: io non vorrei ch'e' tua frategli facessero qualche contratto di questo Monte, che doppo la morte di tuo padre tu non ce lo trovassi: e menommi al Monte e fecemi spendere quindici grossoni e fecevi porre una condizione che nessuno lo potessi vendere i' mentre che voi vivevi: e voi ne siate usofruttuario mentre che voi vivete, come dice el contratto che voi sapete.
Io v'ò chiarito del contratto, ciò è di disfarlo a posta vostra, poi che voi non ve ne contentate. Io v'ò chiarito del Monte e potetelo vedere a posta vostra; io ò fatto e disfatto sempre come voi avete voluto: io non so più quello che voi volete da me. Se io vi dò noia a vivere, voi avete trovato la via di ripararvi, e rederete quella chiave del tesoro che voi dite che io ò; e farete bene: perchè e' si sa per tutto Firenze come voi eri un gran rico e come io v'ò sempre rubato, e merito la punizione: saretene molto lodato! Gridate e dite di me quello che voi volete, ma non mi scrivete più, perchè voi non mi lasciate lavorare: che a me bisognia ancora scontare ciò che voi avete avuto da me da venticinque anni in qua. Io non ve lo vorrei dire: non posso fare che io non ve lo dica. Abbiatevi cura e guardatevi da chi voi v'avete a guardare; chè e' non si muore più d'una volta, e non ci si ritorna a raconciar le cose malfatte. Avete indugiato alla morte a fare simil cose! Idio v'aiuti.
Michelagniolo.
Museo Britannico. Di Firenze, (del giugno 1523).