XLVI.

Fede di Carlino da San Terenzio che Pietro Urbano da Pistoia mandato da Michelangelo a Carrara non pagò li scarpellini perchè non avevano finito il lavoro.

Facio fede io Carlino di Simone da Santo Terentio habitante a Carrara, come Piero di Aniballe da Pistoia, garzone di Michelle Anzollo, vene a Carrara a dì 14 di magio presente, et subito chomo dito Piero fu zunto a Carara trovò Polina e Bello e Lione tuti da Torano, e dimandò a che porto era e' lavoro el qualle loro hano prexo a fare a Michele Anzollo soprascritto, e como apare contrato in fra loro, secondo dice Piero suprascrito: e loro resposono, como e' lavoro non era ancora fornito, ma che era a bono porto. E vedendo Piero che el soprascripto lavoro non era ancora fornito, non à voluto dare alcuni denari. Et io Carlino ho fato questa fede per dito di Piero soprascrito, e Marcho Antonio de Rosso da Carrara disse se trovò a la soprascrita coxa: e la presente scrita è fata presente Marcho Antonio soprascrito e Vaxolo da Gussano, habitante a Carrara.

Archivio Buonarroti. Seravezza, 29 di luglio 1520.