XLVII.

Il Bello e il Pollina confessano d'aver ricevuto venti ducati d'oro da Michelangelo.

A dì 29 di luglio 1520.

Appaia manifesto per questa privata schritta, chome è la verità, che Francesco da Torano ditto el Bello, e Iacopo di Tomeo de Casa Pogio da Torano, insiemi et in solido con 2 altri loro compagni, come si conteni in uno contratto fatto per mano di ser Giovanni Badessa notaro di Pietra Santa, si chiamano avere auto e rizeuto ogi questo dì soprascritto, da lo spetabile omo maestro Michele Angelo, schultore fiorentino, duchati vinti d'oro larghi: li quali ducati 20 d'oro larghi sono per resto di pagamento di pietre cinque sotto le sue misure, quali si contengano ne lo contratto soprascritto, presenti Bacio speziali e maestro Donatto Benti, li quali si sotto schriverano di loro propria mano. E io Bernardino di maestro Antonio Voltaglia ò fatto la presente scritta di voluntà de li parte a dì e anno soprascritto.

E ditte 5 pietre sono per lo Papa per la faziata di San Lorenzo di Fiorenza.

Io Bacio ispeziale in Saravezia fui presente a la ricieuta de detti vente ducati, come di sopra si contiene.

Io Donato Benti fiorentino, abitante a presente in Seraveza, fui presente quando e Bello e Iachopo detto Polina riceverno duchati venti d'oro in oro larghi da Michelagnolo, iscultore fiorentino, per cinque priete da figure, come apare per uno contratto soprascrito.

Archivio Comunale di Carrara. Carrara, 22 d'aprile 1521.