XXII.
Confessione e quitanza fatta da Michelangelo a Bartolommeo detto Mancino per marmi avuti da lui.[588]
Sia noto come addì diciotto di novembre mille cinquecento diciassette, Bartolomeo detto Mancino, figliolo di Giampagolo di Cagione da Torano, a me Michelagniolo, scultore fiorentino, vendè e consegniò in sul ravaneto della sua cava al Polvaccio pezzi tre di marmo: l'uno lungo braccia circa cinque e circa dua e mezo per insino in tre grosso per ogni verso; l'altro spicato da questo sopra detto della medesima lunghezza e largheza, salvo che per grosseza non è più che un braccio o dua palmi nel manco; l'altro è braccia tre e mezzo lungo e la grosseza per ogni verso circa braccia dua o vero uno e mezo; e detti tre prezzi mi dètte per ducati dodici d'oro largi: tre gniene avevo dati inanzi, perch'egli cavassi e' detti pezi, e poi cavati, gli dètti el resto per insino in dodici; e prestai el medesimo dì al detto Mancino, oltre a' dodici ducati detti, ducati venti d'oro largi, perchè lui mandassi giù, overo cavassi certi altri pezi di marmo; con questa conditione, che cavandogli e mi piacessino, io ne dovessi tôrre a mia scielta tanti che io mi pagassi de' venti ducati e quel più che mi parea. Ora il detto Mancino à finito di cavare e mandar giù oggi questo dì sette di febraio i detti pezi, cioè à cavato e mandato giù appiè del suo ravaneto questo dì detto di febraio di nuovo pezi quatro di marmo: l'uno è lungo braccia circa sei e largo braccia dua e mezo, e grosso circa dua; l'altro è lungo circa cinque braccia, e poco manco che dua per ogni verso; l'altro è una lapida grossa un braccio e quarto, e larga circa tre, e lunga quatro; l'altro è un ciottolo circa tre braccia lungo, e dua per ogni verso: che sarebono questi quatro pezzi co' tre comperati inanzi sopra scritti, pezzi sette. Ma perchè nel venire giù uno di questi à rotto uno di quegli comperati e pagati di sopra e fattone dua, vengono a essere otto pezi. E di questi quatro ultimi pezzi che gli à mandati giù ora del detto mese di febraio, del prezo loro il detto Mancino l'à rimessa in Baldassarre di Cagione e in maestro Domenicho, scultore fiorentino, e ànno gudicato che io gli debba dare, oltre a' venti ducati che io gli prestai, ducati quatro; che così sono ben pagati; e così gli ò dati e' detti quatro ducati: che viene avere avuto in tutto ducati trenta sei in più volte, come è detto, de' detti otto pezzi di marmo, e chiamasi contento e sodisfatto da me per insino a questo dì detto, e confessa avere ricevuti e' detti danari. E detti pezzi di marmo m'à consegniati a piè del suo ravaneto e segniati col mio segnio, (e) mi chiamo contento e sodisfatto da lui per insino a questo dì. E perchè el detto Mancino dice non sapere scrivere, Baldassarre e maestro Domenico ditti che ànno gudicato, per fede della verità si sotto scriveranno in questa pel detto Mancino.[589]
Archivio Buonarroti. Carrara, 7 di febbraio 1517.