XXIII.
Convenzione di Michelangelo con Lionardo detto Cagione da Carrara per cavare marmi.[590]
Sia noto come Lionardo detto Cagione, d'Andrea di Cagione da Carrara, à cavato una pietra nella sua cava a me Michelangiolo, scultore fiorentino, nella quale s'obriga bozzare, secondo le misure che io gli darò, una figura di braccia quattro e un quarto o vero di braccia quatro e mezo, la quale sarà carrate quatro: e obrigasi darmela posta in sulla piaza de' Porci di Carrara a tutte sue spese per iscudi dieci; e obrigasi darmela nel detto luogo infra quindici dì, cominciando oggi questo dì sette di febraio mille cinquecento diciassette. E io Michelagniolo detto gli do oggi questo dì detto della detta pietra e dieci scudi di contanti, e 'l detto Cagione se ne chiama pagato e contento, come in questa si sotto scriverrà di sua propria mano.
Ancora io Michelagniolo gli do, oltre a dieci scudi della sopra detta pietra, cinque altri scudi, acciò che lui séguiti di cavare nel medesimo luogo, e cavando pietre belle a mia misura, non le possa dare a altri che a me per giusto prezo: e non cavando, m'abi a sodisfare de' cinque scudi di tanti marmi a mia scielta. E per fede di ciò, come è detto, lui in questa si sotto scriverà di sua mano.
Io Lunardo deto Chasone chomfeso avere receuti e' soprascritti danari e obrigomi a quanto in questa si chontiene: e per fede di ciò mi sono sotoscrito di mia mano in questo dì soprascrito.
E più ò receuti oze in questo dì venti uno di febraio 1517 schudi cinque dal dito Michele Angelo per farli una altra figura de la soprascrita mesura e porla in lo soprascrito locho per lo soprascrito precio.
Archivio Buonarroti. Carrara, 12 di febbraio 1517.