XXXII.
A Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.
Carissimo padre. I' ò inteso per l'ultima vostra, come le cose vanno bene di costà e come la procura che vi mandai stette bene. Tutto mi piace. Ora io àrei caro, che voi intendessi dallo spedalingo di Santa Maria Nuova se e' volessi vendere qualche possessione buona di prezo di dumila ducati largi, perchè io ò questi danari qua in sul banco di Balduccio e non mi fanno frutto nessuno. Sono stato in fantasia di spendergli qua per farmi una entrata che m'aiuti a far questa opera: dipoi ò disposto com'io ò finiti questi marmi che io ò qua, venire a fare il resto costà. Però mi pare da comperare costà: però intendete e rispondetemi più presto che potete; e se e' vi pare che io gli facci pagare questi danari costà e dipositargli in Santa Maria Nova inanzi che l'uomo comperi, acciò che ci venda poi più volentieri. Ancora avisate.
Vostro Michelagniolo scultore in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (1512).