XXXIX.
A Lodovico a Settigniano.
Carissimo padre. Io mi maravigliai molto de' casi vostri l'altro dì, quando non vi trovai in casa; e adesso sentendo che voi vi dolete di me, e dite che io v'ò cacciato via, mi maraviglio più assai; perchè io so certo che mai dal dì che io nacqui per insino adesso, fu nell'animo mio di far cosa nè picola nè grande che fussi contra di voi, e sempre tutte le fatiche che io ho soportate, l'ò soportate per vostro amore: e poi che io sono tornato da Roma in Firenze, sapete che io l'ò sempre presa per voi, e sapete che io v'ò rafermo ciò che io ò; e' non è però molti dì quando voi avevi male, che io vi dissi e promessi di non vi mancar mai con tutte le mia forze i' mentre che io vivo, e così vi rafermo. Ora mi maraviglio che voi abiate sì presto dimenticato ogni cosa. Voi m'avete pure sperimentato già trenta anni, voi e' vostri figliuoli, e sapete che io ò sempre pensato e fattovi, quand'io ò potuto, del bene. Come andate voi dicendo che io v'ò cacciato via? Non vedete voi fama che voi mi date, che e' si dica che io v'ò cacciato via? Non mi manca altro, oltra gli afanni che ò dell'altre cose, e tutti gli ò per vostro amore! Voi me ne rendete buon merito! Ora sia la cosa come si vuole: io voglio darmi ad intendere d'avervi fatto sempre vergognia e danno; e così come se io l'avessi fatto, io vi chieggo perdonanza. Fate conto di perdonare a un vostro figliuolo che sia sempre vissuto male e che v'abi fatti tutti e' mali che si possono fare in questo mondo: e così di nuovo vi prego che voi mi perdoniate, come a un tristo che io sono, e non vogliate darmi costassù questa fama che io v'abbi cacciato via, perchè la m'importa più che voi non credete: io son pur vostro figliuolo!
L'aportatore di questa sarà Rafaello da Gagliano. Io vi prego per l'amore di Dio e non per mio, che voi vegniate insino a Firenze, perchè ò andar via, e òvi a dire cosa che importa assai e non posso venire costassù. E perchè io ò inteso di Pietro[44] che sta meco, per le sua parole propie certe cose che non mi piacciono, io lo mando stamani a Pistoia e non tornerà più dove me, perchè io non voglio che e' sia la rovina di casa nostra: e voi tutti che sapevi che io non sapevo e' sua portamenti, dovevi più tempo fà avisarmi e non sarebe nato tanto scandolo.
Io son sollecitato d'andar via, e non son per partirmi se io non vi parlo e non vi lascio qui in casa. Io vi prego che voi lasciate andar tutte le passione, e che voi vegniate.
Vostro Michelagniolo in Firenze.
Museo Britannico. Di Carrara, (dopo il 20 di settembre 1516).