CLARA DE NOBILI A M. ALESSANDRA NOSSONA.
Per vostre lettere, mi richiedete che voglia scriver il parer mio circa la Fecondità & sterilità vostra: non so se vi date ad intender che per esser io moglie di medico, dotta sia nelle cose a medici appartenenti. Siete veramente errata, se ciò vi pensate: non voglio però negare di non haver letto la parte mia, & di non essermi alcuna volta sforzata di far parer al mondo, che noi femine siamo si capaci di dottrina, quanto sieno gli huomini pur che ci vogliamo attendere si che non mi voglio ritrar di non manifestarvi liberamente quanto mi soviene già d'haver presso de scrittori & Greci, & Latini, piu d'una fiata diligentemente osservato. Dico adunque trovarsi alcune femine, le quali sono al concepir inette ò per esser troppo magre, ò troppo grasse: ne so in qual grado vi debba per anchora riporre non havendovi già molto, veduta. sonoci anchora alcune donne, le quali hanno la mattrice tanto lubrica, che ritenere non vi si puo il seme ricevuto, la qual cosa potrebbe però accadere per difetto di vostro marito, il cui seme, fusse tanto liquido, che fuori, subitamente come dentro è entrato ne sdrucciolasse, o vero potrebbe ciò avenire, perche havesse vostro marito i testicoli grandimente freddi, ò secchi, non ve ne tribolate adunque poi che l'esser sterile, puo cosi accadere per mancamento de gli huomini, come per mancamento delle donne: scrivetemi voi tutti gli accidenti che vi avengono, acciò possa comprendere se sterile siete per la molta calidità che abbruggia il seme, ò per la humidità soverchia, che lo suffochi: se dal canto vostro procederà vi soccorrerò con pochissima fatica, & quando dal marito vostro procedesse, io vi darò un'unguento generativo de molti spiriti & con cibi producitori di seme, cioè con cipolle, pastinache domestici, & simili cose lo farò divenir fecondo piu che Priamo: ma se verrete a bagni di Villa col vostro consorte, provederò che sappiate da cui di voi dua proceda: se mi accorgerò che in niuno di voi sia il difetto, desiderando d'haver un figlio maschio, pigliarò la mattrice, & la natura della lepre qual farò seccare, & spolverizata la bereta, con un poco di vino & senza dubbio gravida rimarrete; non altro per hora vi scrivo; amatemi, & di me, servitevi, perche vi servirò viè piu che volentieri: prego che Iddio vi consoli, & faciavi tosto divenir madre della piu bella figliuolanza c'habbi la città vostra.
Di Lucca alli XX. di Settembre.