GIERONIMA LUZAGA ALLA S. SEMPRONIA ROMANA.
Non perdete Signora tempo a far hormai diligentemente ammaestrare i vostri figliuoli, li quali gia grandicelli sono & poscia che la natura li ha fatti si ben atti alle lettere, non si resti per vostra negligentia di farli con la educatione tuttavia piu perfetti: gioverà lor veramente molto l'esser nati dove essi nacquero imperoche se la stella di Giove ottima dalli astrologi si giudica, per esser posta nel mezzo della frigidità di Saturno, et della calidità di Marte, cosi utilissimo giudico io d'esser nati sotto'l Cielo ch'essi nacquero: mostra Galeno evidentemente che et l'animo, et il corpo di quelli c'habitano ne paesi piu temperati, sono anchora & ne fatti & nelle parole piu savi & piu prudenti et nel vero, vedesi da ciascuno apertamente, che dove il Sole fa mediocremente sentir il suo Caldo, conserva sempre egualmente li humori & dove eccessivamente riscalda li consuma & li distruge: queste poche parole v'hò io voluto dire S. mia cara accio siate certa che tutta la speranza del lor profitto da voi sola depende, cioe dalla disciplina & creanza vostra: qual sarà la educatione scrisse Plato (come so che meglio di me lo sapete) tal sarà la futura vita: ne altro di questo dico. Hora vi scrivo come alli di passati detto mi fu che niuno hormai vi poteva piu tolerare tanta era la superbia & tanta era l'alterezza che in ogni vostro atto & in ogni vostra parola dimostravate: ma perche fate voi cosi? non è gia questo di vostra usanza & che vi reca la superbia salvo che odio & malevoglienza? non havete voi piu fiate letto che l'humanità si e la vera radice dallaquale, germoglia l'universal benivoglienza? ne per l'humanità intendo io quella litteratura degna di qualunque huomo libero, ma intendo li costumi amabili, la superbia campana fu cagione di fargli odiosi a tutti & qui faccio fine, perche temo di non intrar in troppo cupo pelago et eccedere la misura del mio solito stile: state sana & amatime. Da Manerbio alli X. di Maggio.