GIULIA GONZAGA CONTESSA D'ARCO.
State fanciulla mia quanto piu potete dalli huomini nascosta: celatevi a tutte l'hore dalli occhi de belli et impudichi amanti, li quali, à guisa de Basilischi & Catoblepi sol con l'aspetto uccidono le semplici & mal accorte fanciulle: non vi curate che si spargi fama della vostra corporal bellezza; curatevi sol che di voi si dica che savia & pudica siate, & che proposito vi habbiate l'honestà davanti alli occhi per unico segno di tutte le vostre attioni. Io non vi saprei mai darvi il miglior rimedio, ne porgervi la piu singolar cautela, che di star lontana dal fuoco non volendo abbrucciare: attenetevi a questo medicamento, che fedelmente vi dimostro poi che d'altro migliore non vi so provedere, colpa veramente della miseria humana c'ha si scarsi i rimedij a suoi mali: i Cervi col mangiar del Dittamo si fanno uscire le saette dal corpo, & se dal Phalangio son percossi si medicano mangiando de Gambari, le lucertole offese da serpenti, ricorrono ad una certa herba lor molto amica, et tosto rimediano alle ricevute offese: le Rondinelle soccorrono alla cecità de lor pulcini con la Chelidonia: le testugini col mangiar della Cunila fortificano le forze contro de Serpenti: le mustelle con la ruta si confortano, pria che dieno la caccia a topi: le cicogne pigliano vigore dall'origano: li porci selvatici dall'ellera: i serpenti dal succo del fenocchio: i dragoni dalla latuca selvaggia: le Pantere si aiutano con le feci humane; l'Elephanto con l'herba detta camaleonte: li orsi lecando le formiche: la palumbe, i Merli le perdici, & le cornacchie con le frondi dell'alloro si medicinano: & noi soli nel riparare alli danni che n'arrecano le facelle d'amore, siamo prive di ogni consiglio & di ogni argomento contro qualunque vitio si puo virilmente a viso aperto contrastare: ma con la lussuria non con altre arme, conviensi combattere, che con prestissima fuga: qui bisogna volgere le spalle se vincer si vuole: ne crediate già che dishonorevole sia cotal fuga. se aviene carissima figliuola che pungere vi sentiate il cuore da stimoli amorosi, recatevi subitamente per la memoria quelle pungenti spine che trafissero il cervello al Redentor del mondo: recative per la memoria quei acuti chiodi co' quali fu confitto sul legno della Croce il fattor del cielo, & della terra: forse che con simili contemplationi raffreddarete i riscaldamenti della carne: miglior consiglio non vi saprei io dare (se del mio corpo uscita foste) accettatelo adunque con quello affetto che io vel porgo; & ponetelo in essecutione senza farvi sopra alcuno indugio, & me amate. Di Piacenza alli XX. di Agosto.