ISABETTA GONFALIERA ALLA S. CONTESSA COGNATA CARISSIMA.

Vostro marito, mio fratello (per quanto intendo) è ito a Roma per dar hormai qualche termine alla già incominciata lite; & voi di cuor troppo tenerella, non ve ne potete dar pace, & ve ne state sempre temendo, che gli uccelli dell'aria non vel rubbino come già pel passato ne rubbarno Ganimede. temete del continuo non vi sia inghiottito, ne mai per un momento d'hora, havete l'animo di timor voto & casso & che sarebbe poi quando piu non ci ritornasse et che li convenisse lasciar l'ossa fuor di Piacenza? sarebbe si gran cosa? non è forsi mai piu accaduto che uno naschi in un luogho & muoia nell'altro? Pithagora nacque in Samo, & morì in Metaponto. Marco Tullio nacque in Arpino, crebbe in Roma & spirò nel seno Gaietano. Sulmona generò Ovidio & Ponto il suffocò. Carthagine partorì Terentio, Roma l'instrusse, & Arcadia l'ha sepellito. Nacque Cirro in Persia & è poi morto in Scythia. A Catone dette Roma il principio, & Uttica il fine. Roma generò gli Scipioni & Spagna gli estinse. Havendo noi tutti a morire, non è meglio di morire ne piu famosi luoghi et dove maggior conto si tenga delle anime de trappassati? Io per me sel fusse in mia elettione non vorrei morir altrove che in Roma. Crederei incontanente per la santità de Romani Prelati et per l'innocentia & purità del sangue Romanesco di volarmene ratto, ratto in Paradiso. Crederei anchora di far piu gloriosa morte, morendo dove sepolti giacciono tanti virtuosi poeti. Quivi (se nol sapete) giaccion sepolti Horatio Pugliese, Ennio Calavrese: Statio di Narbona: Ausonio di Burdegallo. Duo Senechi con un Lucano Cordubesi. Qui giaccion l'ossa di Plauto d'Arpino, di Lucillo, di Arunco, di Pacuvio Brundusino, di Giuvenale d'Aquino, di Propertio d'Umbria, di Valerio d'Antio, di Catullo da Verona, di Varo di Cremona, di Gallo da Forli, di Actio da Pesaro, di Cassio da Parma, di Claudio da Firenze & di Persio da Volterra. Hor fra tante nobilissime ossa, non vi potrebbono anchora star l'ossa del Conte Oldrico, se cosi a Dio piacesse? deh state lieta, consolatevi: perche cosi facendo, consolarete me & siate certa che tosto tosto, con la vettoria in mano fara ritorno. Da Gazino.