ARMELINA PAVERA A M. LIVIA COCAIA.

Mi credo che voi vogliate che i figliuoli vostri imparino senza haver mai precettore: & dove vedeste voi per alcun tempo farsi mai tal cosa? Protagora huomo di si veloce ingegno hebbe per suo precettore Evablo. Seneca si docile fu discepolo di Socione M. Tullio di Molone. Talete fu discepolo di Anasimandro. Anasimene di Anasagora, Socrate di Antistene: & voi volete che i vostri figliuoli imparino senza haver chi lor insegni le buone lettere? Voi siete solita di dire, che i vostri figliuoli sono troppo belli, & che temete che da qualche mala conversatione corrotti non sieno. Certamente belli son essi: pur non credo che le vostre figlie avanzino ne Licori, ne Lesbia, ne Lavinia. similmente non credo che i vostri figli superino ne Leandro, la cui bellezza celebra Museo, ne Hippolito, ne Marato da Tibullo tanto lodato: hor questi pur indifferentemente con ogn'uno conversarono, ne mai biasmo alcuno ne riportarono: si che S. mia, uscite di questo sospetto & lasciate andare i maschi alle publiche scuole, & alle femmine procacciate di dotto & honesto precettore, non li lasciate consumare il tempo in otio, perche l'è troppo mal nemico de buoni ingegni: state sana. Di Piacenza alli XX. d'Aprile.