LA CONTESSA DI MONTE L'ABBATE À SUOR. A. B.
La professione della vita monastica qual faceste già molti anni sono, richiederebbe che voi menaste altra vita di quella che menate; imperoche si come nella faccia piu offendono i Nevi & le Verrucole; che nelle altre parti del corpo le gran macchie & le horribili cicatrici: cosi piccioli peccati paiono sempre più grandi nelle persone religiose; la vita de quali fu già proposta à noi altri per un chiaro essempio & norma di ben vivere. Considerate (vi prego) che vogliano dir que veli che portate in capo: certo non altro solevano significare che castigo et mortificatione delle membra. considerate quella parte delle vostre vestimenta che volgarmente si chiama la patientia; & vedrete quel ch'ella vuole dimostrare si come ad Ercole cavatosi di dosso la pelle del leone, non si conveniva punto quella veste milesia, con laquale serviva ad Omphale: cosi mal si conviene à voi di haver lasciato la vita monacale & vivere hora in tante delitie che non ne gustò mai la metà la delitiosa Messalina. non dico già che sempre io approvi il monastico rigore: ma ben vi dico che si come l'arco troppo tirato si rompe, cosi l'animo troppo rimesso & ocioso si spezza & perde ogni suo vigore. Deh ritornate al monistero, dove ad un tratto meno offenderete Iddio, & l'honor della casa vostra & qual reputatione credete voi che recar vi possi l'assidua prattica de dissoluti scolari qual voi havete? mutate, mutate vita, & non aspettate che la divina sferza ve la faccia mutare. Iddio da mal vi guardi. Di Vinegia.