LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIA ALLA S. FAUSTINA N.

In tutte le cose dolcissima signora che v'hò a miei giorni veduto fare hò sempre compreso in voi perfettissimo giudicio & incredibile prudentia & hora piu che mai saggia et prudente vi reputo poi che volendo rimaritarvi havete ricusato di ciò fare il mese di Maggio osservatione antica (per quanto leggo ne problemi di Plutarco) resta hora che voi operiate anchora come operar solevano le donne antiche, poi che vi è piaciuto d'imitarle fuggendo quel mese alli antichi tanto abbominevole, & l'operare all'anticha reputo io l'ubidire al marito in qualunque cosa che per voi possibile vi sia, preferendo i parenti di quello, a quei che vi sono di sangue congiunti, non provocandolo mai ad ira, mostrandovi sempre lieta nel suo cospetto, non havendo particolari amici, ma col marito communi, tacendo di più mentre egli parla & parlando mentre egli tace acciò si ragioisca (se per aventura fusse da maninconico humore oppresso) altro non essendo i dolci ragionamenti dell'amata consorte, che veri medici dell'animo perturbato: questo non dubito già io che voi non facciate sapendo la virtù del vostro gentilissimo spirito, qual tutti ammirano & lodano, & della natura si stupiscono, havendoci dato si rara & si leggiadra donna come voi siete: ne attorno a questo, altro vi dico, perseverate a far che tosto veggiamo i frutti di questo vostro felice congiungimento: & qui fo fine al scriver mio, ma non al raccomandarmi alla vostra buona gratia. Da Milano alli XXX. d'Aprile.