LEONARDA DA ESTE A M. N. D.

Vi mando honorata madonna, la ricetta del far la faccia rubicunda, tante volte con instantia da voi richiesta; ma prima che ve la descrivi, io vi ricordo che non ci è il piu bel colore di quel che la vergogna nel volto d'honesta donna imprimere suole: & di tal colore dissero alcuni savi esser la virtù. Se di questo, le donne di nostra età, si tingessero alcuna volta la faccia, parerebbono assai piu belle che non paiono, tingendosela con la pezzuola di levante, con le bambagine di Ferrara, ò con i scodelini di Spagna: ma di questo soverchio mi pare in ragionarne diffusamente con esso voi, sendo come siete amica d'honore, & di virtù: alla ricetta dunque me ne vengo. Pigliate radice di viticella scorticatela diligentemente, & tagliatela minuto minuto, & desicatela, spolverizatela poi, & distemperatela con acqua rosa, & col bambagio, overo con un panno lino, bagnatevi la faccia & parerete un Cherubino del paradiso state sana: & accadendovi veder alcune della nostra santa compagnia, mentre sto in villa, bacciateli la fronte da parte mia (ispetialmente) alla bella Mamma Riminaldi. Da Stuffione alli XX. d'Agosto. La Signora Lena vi saluta con tutto'l cuore: & io col cuore, con l'anima, & con tutti i sensi vi bascio la serena fronte.