LODOVICA ZILIOLA A M. LUCIA PERGOLANA.

Brutta fama (se nol sapete) si sparge per ogni luogo de vostri figliuoli, ma che state voi a fare con la vostra lingua piena di rara facondia che non li instigate alla virtù & alla immortalità proponendoli quelli che per ben operare meritarno le statue? narrategli cotai volte, quando siete da soli à soli, della virtù di Sesostre Re dell'Egitto, del magnanimo ardire di Armidio & di Aristogitone, di Tito Corruncano, di Conone Atheniese & di Horatio Coclite: raccontategli quanto si legge della dottrina di quelli le quali meritarno d'havere statua del publico, à cotesto modo forse li risvegliarete da si profondo sonno, & se la debol lor complessione non comporta che si dieno alli esercitij militari, diensi almeno alle lettere pel mezo delle quali, tanti sono divenuti famosi & in gran pregio tenuti; riducetegli à memoria quanto stimasser già li huomini litterati Gordiano Imperadore, Alessandro Magno, Adriano, Tacito Imperadore, Augusto, Giulio Cesare, Vespasiano, Alessandro, Severo, Antonino pio, Sigismondo, Carlo septimo Re de Galli, Nicolao pontefice V. & il Re Ferdinando. Non mancate del debito vostro per quanto potete acciò non intravenga a voi come intravenne ad Herode Attico, il quale essendo huomo nelle lettere & nel giudicio senza paragone, hebbe poi un figliuolo si stupido & alli studi inetto, che mai per opra di alcun perfetto maestro non puote apprender pur l'Alphabetto: Iddio vi consoli. Di Ferrara alli III. di Gennaio.