NOSTRA CONTESSA CAVRIOLA A MADAMA DI TAMPE S.

Intendo Madama, che doppo la morte del Christianissimo Re Francesco, vi si è di mala maniera mutata la sorte: & dove prima la fortuna vi mostrava un viso si lieto, & si giocondo, mostravel hora tutto torbido & dispettoso; & havervi da si alto luogo, posta, quasi al fondo dell'abisso: me ne è duolto & incresciuto assai, ma che s'ha però da fare? conviene sofferire in pace, ciò che vuol la fortuna, la quale signoreggia in ogni cosa; ne senza causa disse quel gentil Poeta. TE FACIMUS FORTUNA DEAM COELOQUE LOCAMUS. Consolative Madama con l'essempio di Dionigi Tiranno, il quale fu costretto andar in bando, & insegnar l'Alfabetto a fanciulli nella città di Corintho. consolative con l'essempio di Valeriano Imperadore; & di Pazaite Re de Turchi, li quali furono astretti far ufficio de scabelli, l'uno quando Sapore Re de Persiani, & l'altro quando il Tamberlano voleva montar a cavallo. Indolcisca questa vostra tanta amaritudine la calamità di Suadocupo Re di Moravia & de Bohemi, il quale con una veste tolta in prestanza, s'invecchiò fuggitivo fra le selve, & le spelonche. Conforti i vostri duri casi, l'acerba fortuna di Leggittimo, figliuol di Perseo Re di Macedonia, il quale per sostentarsi, & per non morir di fame, fu costretto doventar fabro: non vi disperate punto, ma sperate di ritornare tosto alla prima fortuna: sel fu cosa facile ad Helena madre di Costantino di humilissima gente nata doventar moglie di Costanzo imperadore, perche non sarà piu facile a voi, di ritornar nel primo grado? fu facile a Rodope vilissima meretrice doventar Reina dell'Egitto et non sarà facile a voi, il ritornare, dove prima eravate? Deh state di buona voglia, et di cuor rallegratevi, che tosto tosto vedremo la fortuna raserenata. Da Pudiano alli XX. d'Agosto.