SIBILLA SEVA TOLOMEI A M. L. R.

Oh quanto havete voi ben fatto a non ritrovarvi alli di passati nella città nostra poi che fu da cavalli per commandamento del Re stratiato un sfortunato gentil'huomo nato Conte di Monte Cuccolo nelle montagne di Modona & nelle nobili conversationi nodrito: n'hebbi per certo gran dolore, & sovvennemi allhora del bello Hippolito, dell'infelice Glauco figliuol di Sisipho. Vennemi allhora in memoria quanto per adietro letto haveva presso di Livio di Metio suffetio: & disse fra me stessa che destino fu mai quello di Diomede Re di Tracia ilquale fu da Hercole dato a sbranare alli istessi cavalli da lui di humana carne si lungamente pasciuti? corsemi alla memoria in quella istessa hora che lo vidi porre nelle mani del Manigoldo, d'haver letto nella vita di Temistocle da Plutarco diligentemente scritta, come Neocle di Temistocle figliuolo morì d'un morso che un cavallo li dette. Ricordami di Comminio falsamente da Gidica matregna di Stupro accusato, & da cavalli crudelmente lacerato: cosi anchora mi ricordai di Limone Farasuella, & di Abdero & di Pirecme Re di Euboia: hò sempre da quell'hora havuto in odio tutti quelli che vanno a vedere si crudeli spettacoli dove altro non s'impara che ad incrudelire: pregate Dio ci guardi da pericoli & del continuo ci tenga la mano in capo sono pur imperscrutabili li giudicij divini: ma non voglio per hora intrar in questo pelago, perche non ne saprei a mia posta uscire: state sana. Di casa nostra.