Appendice XII, N. 1 (pag. 339 e 301).
Lettera di Gian Pietro Vieusseux a S. E. don Neri Corsini.
“S. E, il Signor
Consigliere Corsini Ministro dell'Interno,
Non è mia intenzione di venire ad importunare, e forse inutilmente, l'I. e R. Governo chiedendo che mi sia restituita la facoltà di continuare la pubblicazione dell'Antologia. Ma dopo la soppressione fatta del giornale di mia proprietà e della grave perdita che in conseguenza di quella io sono venuto a soffrire, mi confido di non comparire impronto all'E. V. se mi faccio a reclamare soltanto contro l'effetto retroattivo che potrebbe avere la misura presa a mio riguardo.
Alla E. V. è noto come i ritardi da me sperimentati per la pubblicazione dei fascicoli di novembre e dicembre, e le tante correzioni, mutilazioni e soppressioni a che andarono soggetti, mi furono causa di scrivere alla E. V. nel dí 10 di febbraio; e di significarle a voce pochi giorni dopo, che dove l'I. e R. Governo fosse mai venuto nella inclinazione di vedermi cessare dalla pubblicazione del mio giornale, tosto mi si dicesse, e francamente, poiché se mi sarebbe costato molta pena lo abbandonare il giornale di mia proprietà, io non avrei peraltro sostenuto allora altri sacrifizi bursali tostoché era già terminato l'impegno da me preso per l'anno 1832 co' miei associati, e non incominciato ancora quello dell'anno 1833.
Ma la risposta che la E. V. si compiacque darmi, ben lungi dal farmi credere che dall'I. e R. Governo potesse mai desiderarsi la cessazione del mio giornale, molto invece mi consolò e mi crebbe le piú liete speranze. Imperocché Ella non solo si degnò di confortarmi a non desistere dalla mia letteraria intrapresa, e a non lasciarmi scoraggiare dai sinistri che accader sogliono ai giornalisti, ma si degnò persino assicurarmi che ogni mia diversa risoluzione avrebbe dispiaciuto a tutti, ed anche all'I. e R. Governo. Anzi l'E. V. mi fece promessa che dove io mi fossi trattenuto dal toccare alcune materie troppo ai giorni nostri gelose e tenere, sarebbesi dimostrata facile e corrente sopra ogni altro letterario e civile argomento, e avrebbe sopratutto sollecitato l'approvazione e la revisione degli articoli da inserirsi nei fascicoli di gennaio e febbraio 1833, acciocché io potessi rimettermi in giorno al piú presto possibile. E quanto disse attenne; poiché ben presto vidi tornare al mio Gabinetto rivisti ed approvati parecchi degli articoli da me presentati all'I. e R. Censura.
Conseguenza di queste promesse e di questi fatti fu che io mi applicassi tutto a sollecitare l'impresa, a ricevere dai redattori del giornale non pochi articoli da me pagati a denari suonanti, ed a mandarli ai torchi perché vi fossero, siccome furono, stampati; dimodochè il mio fascicolo di gennaio 1833 era tutto approvato dall'I. e R. Censura, e quello di febbraio era composto per piú della metà, quando l'Antologia restò soppressa pei venerati ordini abbassati da S. A. I. e R., nel dí 26 di marzo p. p. Due pertanto sono le perniciose conseguenze a me derivate dai suddetti Reali ordini di soppressione. Primieramente la perdita del giornale di mia proprietà. E in secondo luogo i sacrifizi bursali a che (se non vi si ripari) mi assoggetterebbe l'effetto retroattivo della anzidetta soppressione. Perché dietro la medesima non essendomi permesso di mandare in luce nemmeno il fascicolo di gennaio 1833, quantunque i varii articoli che lo compongono fossero stati tutti rivisti approvati dalla I. e R. Censura, io non ho modo di rimborsarmi delle spese da me commesse sopra gli associati al mio Giornale, e cosí mi trovo esposto ad una seconda e per me gravissima perdita di L. 3180 in denari effettivi, come rilevasi dalla Nota che ho l'onore di presentarle unita a questa Memoria. Come per altro io confidava che l'I. e R. Governo non avrebbe ordinato la soppressione del Giornale di mia proprietà, laddove mi avesse richiamato ad escludere con le mie aperte dichiarazioni intorno a' due luoghi incriminati del fascicolo di decembre quelle sinistre interpretazioni, che l'occhio vigile sí ma benigno e retto della I. e R. Censura non seppe al dovuto tempo immaginarsi o indagare; cosí io mi confido adesso che la giustizia dell'I. e R. Governo non vorrà lasciarmi sostener la perdita delle spese vive da me incontrate per l'intero fascicolo di gennaio 1833 già riveduto e approvato, e per la composizione di otto fogli di stampa dell'altro fascicolo di febbraio, postochè a riguardo dei medesimi la soppressione ordinata dai venerati Reali comandi del dí 26 marzo p. p., verrebbe ad avere un effetto retroattivo certamente non desiderato né voluto dalla R. mente sovrana, che di ciò non fa punto parola o cenno ne' prefati suoi Reali comandi.
E però rivolgendomi alla E. V. siccome a quella che, degnamente presiedendo al Ministero dell'Interno e alla I. e R. Censura, è competente a udire i miei reclami in proposito, ossequiosamente domando che voglia abbassar gli ordini opportuni per farmi conseguire il rimborso delle sopradette L. 3180 onde si scansi l'effetto retroattivo che con mio troppo gran danno verrebbono altrimenti ad avere i Reali ordini dei 26 marzo 1833.
Ho l'onore di rassegnarmi con rispetto,
di V. Eccellenza dev.mo servitore
G. P. Vieusseux.
[3 aprile 1833]
Spese già fatte o da pagarsi per l'Antologia 1833.
| Carta e stampa del fascicolo di Gennaio già terminato | L. 1025 |
| Legatura del medesimo | 80 |
| Riscontro al compositore e al torcoliere | 13 |
| Carta e stampa di ciò ch'era già composto ed in parte tirato per il fascicolo di Febbraio | 33 |
| Per le tavole metereologiche | 70 |
| Revisione tipografica letteraria | 60 |
| Collaboratori, fogli 15 circa a 50 | 750 |
| Altri articoli fatti fare od ordinati e che devo pagare, fogli 15 circa | 750 |
| L. 3180 |
NB. Non vengono contemplate in questa nota le spese d'impiegati o di corrispondenze, che non sono oggetto indifferente; ma che difficil sarebbe determinare con precisione„.