VI.
Il dottor Casella portò diversa opinione da quella del Cornalia circa alla causa di queste ossa riunite, ritrovate da quest’ultimo nelle correnti, e noi, riferendola, pensiamo poter egli alla sua volta avere ragioni forse maggiori di probabilità. Crede egli adunque che queste ossa possano aver appartenuto ad animali antidiluviani, giacchè per la loro mostruosa grandezza appartengono a specie ora affatto perduta. Su di che io penso non esservi controversia, ed anzi nell’opera di Figuier La Terre avant le déluge, parlando appunto dell’Ursus Spæleus, reca la descrizione e il disegno del cranio di tal animale scoperto dal Casella, regalato al Museo Civico di Milano, e da questo, come già avvertimmo, distribuito in esemplari di gesso a varî gabinetti di scienze naturali, come lo riprodusse istessamente nella sua Paleontologia l’abate Antonio Stoppani. A quell’epoca tali animali avranno per molte generazioni trovato rifugio in questa caverna, e successivamente in essa terminata la loro esistenza o per vecchiaia, o per alluvione, o per qualunque altra causa dipendente dai grandi sconvolgimenti geologici. Queste congetture non torrebbero egualmente che le correnti, introdottesi poscia nella caverna, abbiano ravvolte quelle ossa di que’ sedimenti che valsero o alla loro fossilizzazione, od a determinare quelle condizioni nelle quali si rinvennero a’ dì nostri. E mi pare ancor più probabile una tale supposizione in quanto mi sembri assai arduo l’immaginare che le correnti intime del monte possano avere trascinate le ossa intatte e giganti, quali si videro alcune di esse. L’ipotesi del dottor Cornalia ci obbligherebbe inoltre a premettere l’esistenza di un’altra località, da dove le correnti abbian potuto impodestarsi di quelle ossa per poi qui trascinarle; mentre la capacità di questa tana porge maggior argomento a credere che servisse prima a ricovero di orsi, come gli abitatori di questi monti per tradizione ne ebbero sempre credenza, se l’appellarono il Buco dell’Orso, assai prima che il dottor Casella discoprisse le ossa e queste si riconoscessero della specie Ursus, anzi da tempo immemoriale. Il qual argomento della tradizione deve essere di importantissima significazione in questa tesi.