ATTO TERZO

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Scena I.—Pag. 113.

...e qui l’imperïale
Pugillator, deposta ogni fierezza,
Si tramuta in artefice.

Habuit et pingendi FINGENDIQUE MAXIME non mediocre studium (Svet. LIII).

Scena I.—Pag. 113.

Eppure egli una volta
Pianse nel sottoscrivere il decreto
Che puniva di morte un cittadino.

Il principio dell’impero di Nerone fu buono;—egli emanò leggi sapientissime, nè lasciò trascorrere occasione alcuna senza mostrare la sua liberalità e la sua clemenza. È celebre la esclamazione ch’egli fece quando gli fu recata la prima sentenza di morte acciò la sottoscrivesse: Quam mallem nescire literas! Una volta, volendo il Senato rendergli pubbliche grazie, Nerone rispose: Quum meruero. Ma presto la sua natura si corruppe, aiutandola la potenza di fare ogni cosa che volesse, ed è noto che corruptio optimi viri pessima.

Scena II.—Pag. 115.

Ove son esse?
Ov’eran prima che fossero nate.

Questa sentenza che mette le anime de’ morti nel luogo ov’erano prima di nascere si trova in una tragedia attribuita a Seneca, e fu recitata senza che alcun magistrato gridasse allo scandalo per religione bestemmiata. Ò voluto ricordarla come prova dell’ateismo di quel tempo.

Scena IV.—Pag. 128.

Ad un mio cenno
L’astrologo conduci innanzi a quella
Fenestra.

Nerone conobbe veramente quest’astrologo Babilio, e soleva consultarlo; ma non appartiene a lui l’astuzia di salvare sè stesso dando ad intendere all’imperatore che morrebbe, trascorsa appena un’ora dalla sua morte. Un fatto simile avvenne realmente fra Tiberio e il suo astrologo, fatto che anche Walter Scott rubò a Tacito per farne regalo a Luigi XI di Francia in uno de’ suoi romanzi.

Scena VI.—Pag. 146.

Vorrei con le mie mani
Cercar nelle tue viscere...

UNICUIQUE SUUM, come stampa l’Osservatore romano, pesando cattolicamente gli uomini sulla bilancia delle cose e delle bestie. Questo tratto di amore da macellaio è di Caligola, nè credo che Nerone si adonterà di questo prestito di ferocia fattogli dal suo antecessore.