SCENA II.
I precedenti personaggi, Faonte, Epafrodito
EPAFRODITO
Accorri,
O imperatore.
NERONE
E qual spavento è il vostro?
FAONTE
La plebe insorge contro te.
NERONE
La plebe!
MENECRATE
Ahi, razza ingrata!
NERONE (a Faonte)
Narra adunque...
FAONTE
Scorre
La ribellione per le vie di Roma;
L’ira ministra l’armi, rovesciate
Son le tue statue, e ognun dà lodi al nome
Di Galba.
NERONE
Maledetta sia per sempre
Questa notte!
(Scompiglio.—Alcuni de’ convitati, i liberti e le schiave fuggono; i vasi del convito cadono rovesciati)
(correndo verso Rufo)
O mio buon Rufo, in pregio
Io tengo la tua fede, e in tal periglio
Non mi manchi...
RUFO
E che chiedi?
NERONE
Va—raduna
Il Senato.
RUFO
A quest’ora!
NERONE (spingendolo fuori della scena)
Puoi salvarmi,
E metti indugio?
(Rufo esce)
(correndo verso Vinicio)
E tu, Vinicio, irrompi
Contro i ribelli con le tue coorti,
Avranno l’oro che vorranno.—Intendi?
Usa l’ali del fulmine.
VINICIO
Nerone
E Roma mi conoscono.
(esce)
NERONE (al buffone che sogghigna guardandolo)
E tu ridi,
Menecrate?
MENECRATE
Sorrido degli eventi
Ciechi.
NERONE (abbracciandolo con affetto pauroso)
Ti prego, non lasciarmi solo.—
Ò bisogno di te.
MENECRATE (scostandosi)
Fragile scudo
È il petto d’un buffone.
NERONE
E che vuoi dirmi?
MENECRATE
Che la commedia nostra è terminata,
E in mezzo ai fischi; e omai convien ch’io cerchi,
Nerone mio, di recitarne un’altra
Che porti un nuovo titolo.
NERONE (con un grido di rabbia)
Le scale
Gemonie.
MENECRATE (tranquillamente)
E ciò può essere.—Frattanto
Permetterai ch’io pigli l’aurea tazza
Che m’ài donato.
(Prende sul desco una coppa d’oro e fugge)
NERONE (scagliandogli dietro la sua tazza murrina)
E piglia ancora questa,
O parassita infame.