SCENA II.
GIULIA, GIUSEPPE e FAUSTINA.
Faustina
(di dentro) Chi è di casa? Chi è di casa?
Giulia
Andate a vedere, Giuseppe. Portando il canestrello dei fiori, non ho chiuso l'uscio di scala.
Faustina
A porta che trovi aperta non bussare! Ed io non ho bussato. (Entra dalla comune.) (È una donna che può avere un po' più di sessant'anni. È vestita con un certo sfarzo, molto goffamente. Ha un aspetto bonario e ridanciano. Il cappello un po' di traverso accentua i connotati del buonumore.)
Giuseppe
(andando verso di lei bruscamente come per impedirle di avanzarsi) Ma chi siete?!
Faustina
Domandatelo a lei chi sono.
Giulia
(riconoscendola subito) Oh! Faustina!... Faustina!
Faustina
Più vecchiotta, questo non si può negare; ma sempre Faustina mi chiamo, e sempre la serva che vi ha vista nascere sono.
Giulia
(aprendole le braccia con vivissima cordialità) Vieni qua, Faustina mia!
Faustina
(si slancia per baciarla: poi si arresta) Mi permettete, eh?
Giulia
Ma sì!
(Si abbracciano e si baciano.)
Faustina
Non ci vediamo da circa tredici anni, sapete!
Giulia
Sono di più, sono di più, Faustina.
Faustina
Dal giorno delle vostre nozze dovete contare. O non venni a vedervi vestita da sposa?
Giulia
Ma già! Hai ragione! Venisti a vedermi... vestita da sposa!
Faustina
(voltandosi a Giuseppe, trionfalmente) Lo avete saputo adesso chi sono?! (Quindi, a Giulia:) Ha finto di non riconoscermi perchè... non ha la coscienza pulita. Quel giorno, in casa del professore, mi fece il cascamorto!
Giulia
(celiando in tono di biasimo) Giuseppe! Che mi fate sentire?!
Giuseppe
Non state a credere, signora Giulia....
Faustina
Ma questi altri anni, caro don Giuseppe, per voi sono stati un vero guaio. Mi sembrate una rovina di Pompei!
Giuseppe
Io mi avvio all'ottantesimo, e mi accontento.
Faustina
(a Giulia:) Voi, invece, benone!
Giulia
No, Faustina....
Faustina
Benone, vi dico!
Giulia
Coi patimenti che ho avuti....
Faustina
Quali patimenti?
Giulia
Non sai la grande sventura che mi ha colpita?
Faustina
Ah, sì. Quella la so. Non ve ne parlavo per non affliggervi. Fu crudele, sissignora, ma adesso, santa pazienza, quanto tempo è passato?
Giulia
Due anni e qualche mese.
Faustina
E dunque!
Giulia
Giuseppe
(intervenendo con una certa solennità e con soddisfazione orgogliosa) Questa qui non è di quelle che si consolano!
Faustina
Me ne dispiace.
Giuseppe
(rabbioso) Io, al contrario, me ne compiaccio; e, se non ne fossi stato sicuro, non sarei rimasto accanto a lei. (Seccato dalla presenza di Faustina, rimette in fretta i fiori nel canestro per andarsene.)
Giulia
Non vi arrabbiate, Giuseppe. A Faustina pare che io debba essere ancora una bambola, perchè quando lasciò la casa della mamma io avevo da poco allungate le vesti e tutte e due ancora «bambola» mi chiamavano.
Faustina
(a Giuseppe:) E poi, se avessi detto che avrei voluto trovarla consolata con un altro marito, capirei la vostra collera. Ma io, nemmeno per sogno! Un altro marito?! Non ci mancherebbe che questo! Ne dettero uno anche a me, mezzo secolo fa, perchè profittarono che non sapevo di che si trattasse. Ma dopo di lui, caro don Giuseppe, pace all'anima sua, ci feci croce. Se i mariti non fossero uomini, be', si potrebbe chiudere un occhio. Ma con gli uomini?! Dio ne scampi i cani!
Giuseppe
(prendendo il canestro e avviandosi in furia) E con le donne!?... Per conto mio, mai niente!
Faustina
Me ne congratulo con voi!
Giuseppe
(alzando le spalle sgarbatamente, sta per uscire.)
Giulia
Un momento, Giuseppe....
Giuseppe
(s'arresta e si volta) Comandate.
Giulia
Quando arriva la carrozza, avvertitemi immediatamente.
Giuseppe
Giulia
E badate che deve venire il dottor Manlio Ardenzi. Potete farlo passare.
Giuseppe
(con un atto di umile meraviglia) Lo volete ricevere?!
Giulia
È un discepolo di Raimondo; è il segretario del Comitato. Mi ha scritto che gli è necessario di parlarmi prima che io esca di casa.... Non posso scacciarlo.
Giuseppe
(non sa dissimulare il suo vivo malcontento, ma, accigliato, si rassegna per obbedienza.) Lo farò passare. (Esce.)