SCENA II.

GIULIA e LE ALTRE.

Giulia

(entra dalla porta a sinistra. Indossa un abito severo, ma garbato, quasi grazioso. — Negli occhi una cupezza di mistero. Il viso un po' emaciato. Sulla fronte come una luce di alterigia. — Appena entrata, si ferma. Nessuna delle tre donne la vede. Ella guarda più specialmente la signora Mirelli, che le volge le spalle. Atteggia le labbra a una vaga sorridente dolcezza, e, pian pianino, senza farsi sentire, le si accosta, le mette le mani sugli occhi e, cangiando un po' la voce con grazia affettuosa, domanda:) Chi sono?

Donna Sofia

(si volta, si alza e tace per non guastare il giuoco.)

Adalgisa

(si volta anche lei, e tace e aspetta.)

La signora Mirelli

(senza esitare, risponde) La nostra benefattrice, il nostro angelo....

Giulia

Niente, niente!

La signora Mirelli

La nostra direttrice....

Giulia

Nemmeno.

La signora Mirelli

L'amica nostra, l'amica mia....

Giulia

(togliendole le mani dagli occhi) Ora sì.

La signora Mirelli

(alzandosi) Cara!

Donna Sofia

Felice sera, signora Giulia!

Giulia

State comoda, donna Sofia. Non interrompete la lettura del vostro giornale.

Donna Sofia

Grazie! (Per condiscendenza si rimette a leggere.)

Giulia

(alla signora Mirelli:) E restate seduta anche voi, piccina mia.

La signora Mirelli

Ma no. Avevo finito.

Adalgisa

(avanzandosi gaiamente) Voi mi direte che vi ho già baciate le mani venti volte da stamattina, ma i baci dati... sono sempre perduti! Io ve le voglio ribaciare. (Le piglia le mani quasi a forza e glie le bacia.)

Giulia

Eccola qua la rosa d'ogni tempo!

Adalgisa

(indicando la Mirelli con affettuoso rancore) Ma a voi piacciono di più i salici piangenti.

Giulia

(carezzando i capelli della signora Mirelli) Poverina! Non si distacca mai dal suo dolore questa piccola silenziosa.

Adalgisa

Come farete quando sarà andata via la vostra prediletta? Sembra che per respirare abbiate bisogno del suo respiro.

Giulia

(celiando) Gelosa!

Adalgisa

(con enfasi sinceramente malinconica) «Amore e gelosia m'hanno il cor tolto!...» (Poi, di nuovo in tono allegro e chiassone) Addio, addio! Per questa sera vi lascio tutta a lei. (Tornando di corsa al finestrone, dà una strappata al giornale che donna Sofia ha in mano, sicchè questo casca a terra.)

Donna Sofia

Siete stata battezzata col pepe, voi! (Raccoglie pazientemente il giornale.)

La signora Mirelli

Mi credete, signora Giulia, se vi dico che avrei preferito di continuare ad essere poverella per rimanere con voi?

Giulia

Io vi credo.

La signora Mirelli

E mi terreste come vostra segretaria, come vostra collaboratrice? Con quel po' di quattrini che liquido, potrei contribuire a mantenere questa casa di consolazione.

Giulia

No, creatura mia buona. No! (Sovraeccitandosi dolorosamente) Io sola devo mantenerla, perchè soltanto a me è veramente necessaria. Io sola devo alimentarla. Io sola, io sola devo amarla più di ogni altra cosa al mondo, perchè a me null'altro è concesso!

La Marchesa

(ritornando con fra le mani un merletto) Finalmente ho trovato.... Oh! la signora nostra è qui.

Giulia

Un merletto?!...

La Marchesa

Un regaluccio per la signora Mirelli. Come un nastrino da mettere al collo della colombella che sta per prendere il volo. (Lo porge alla Mirelli.)

La signora Mirelli

(prendendolo) Che ho da dirvi? Vi sono grata.

La Marchesa

(a Giulia) Io le ho augurato di potersene adornare un abito da festa.

Giulia

(con meraviglia e curiosità, alla Mirelli) Un abito da festa, voi?!

La signora Mirelli

(con un sorriso gentile, si stringe nelle spalle e posa il merletto sul tavolino.)

Adalgisa

(in tono d'allarme scherzoso) Signora Giulia, vi denunzio Faustina! Profitta della penombra per discorrere in istrada con un uomo! E poi finge di essere stata sempre... astemia.

Giulia

Poveretta! Starà a fare quattro chiacchiere con Don Lorenzo il farmacista.

Adalgisa

Nossignora! Don Lorenzo ha tanto di pancia, e quell'ometto lì non ne ha punto. Zitte! Zitte!... L'ometto resta davanti alla portineria, e Faustina viene su. E come corre! Si arrampica per le scale coi piedi e con le mani.

Giulia

(con un'espressione di meraviglia e di fastidio) Chi può essere a quest'ora?!