SCENA V.
DONNA SOFIA, ADALGISA, LA SIGNORA MIRELLI, LA MARCHESA.
(Le quattro donne restano impensierite, perplesse, in silenzio.)
La signora Mirelli
(è più pensosa delle altre, afflitta, riconcentrata, immobile, presso il tavolino. Adalgisa in un canto, con gli occhi quasi lagrimosi, nervosamente tortura un nastro che ha al collo.)
Donna Sofia
(chiamando a sè in disparte la Marchesa, le dice sottovoce, con precauzione:) Sentite, marchesa. Il nome di quel giovane, io l'ho letto nel giornale di ieri.
La Marchesa
(ugualmente sottovoce) Di che si parlava?
Donna Sofia
Si parlava... che so?... dell'Africa.... Si parlava d'un viaggio pericoloso... e poi del deserto,... della scienza....
La Marchesa
Donna Sofia
Che ve ne pare? Devo dirglielo alla direttrice?
La Marchesa
Dov'è il vostro giornale di ieri?
Donna Sofia
Se lo prese proprio lei.
La Marchesa
(con un piccolo sorriso significativo, quasi maligno) E allora... non vi date pena. (Allontanandosi) La buona notte a tutte.
Donna Sofia
(restando lì ad arzigogolare) Altrettanto a voi, marchesa.
Adalgisa
(badandole poco) Buona notte.
La signora Mirelli
(assorta, non risponde.)
La Marchesa
(un po' impermalita) A domattina, non è vero, signora Mirelli?
La signora Mirelli
(scotendosi) Sì, marchesa. Ci diremo addio domattina.
La Marchesa
(si ritira nella sua stanza.)
(Ancora silenzio.)
Donna Sofia
(trascinandosi dietro, lentamente, la sua sedia, borbotta tra sè:) Serata nera! Meglio non salutare. (Sparisce nel corridoio.)
Adalgisa
(si accosta alla Mirelli, e, molto commossa, le dice pianamente:) Non era vero che si sentisse bene. Aspettatela qui, voi. Le farete piacere.
La signora Mirelli
(con mesta dolcezza) Grazie, Adalgisa. Ci pensavo anch'io.
(Si stringono la mano.)
Adalgisa
(s'inoltra nel corridoio, e via.)