SCENA VI.

LA SIGNORA MIRELLI, GIULIA.

La signora Mirelli

(rimasta sola, per indugiare, rimette ad una ad una le strisce ricamate nella scatola.)

Giulia

(entrando e vedendola, corre a lei ansiosamente come ad un rifugio.) Sapevo di ritrovarvi!

La signora Mirelli

E io sapevo che mi avreste voluta.

Giulia

Sì, statemi vicina, statemi vicina. In quest'ultima sera, non mi abbandonate.

La signora Mirelli

Lo vedo che avete dei tormenti.

Giulia

Ma non è già per parlarvi dei miei tormenti che io ricorro a voi, piccina mia. Quello che io desidero, invece, è che voi parliate a me. Mettetemi a parte dei vostri progetti. Ditemi tante cose. Che farete, che farete della vostra vita, voi che siete tanto bella e tanto giovane?

La signora Mirelli

E l'ignorate voi, forse? Cercherò altrove la pace che voi cercate qui.

Giulia

Per me, è tutt'altro. Io ho qui dei doveri che voi non avete.

La signora Mirelli

Ve li siete creati voi stessa per trarne un conforto. Io tenterò d'imitarvi in quello che posso. Farò un po' di bene, e vivrò appartata, solitaria, tranquilla....

Giulia

(con nella voce una lentezza intensa) Senza felicità?... Senza gioia?...

La signora Mirelli

Io credo che ciò diventerà per me una gioia.

Giulia

La gioia della rassegnazione, la gioia dell'eroismo arido e immobile, che vi darà la misura della vostra resistenza; ma è poi questa la gioia che la vostra giovinezza chiederà gridando nella solitudine? No, no, Gilberta. Non lo fate! Non lo fate! Lasciate che liberamente la vostra giovinezza scelga la sua strada; lasciatela correre, lasciatela correre con l'unica guida del vostro istinto, sin dove vorrà, sin dove potrà!

La signora Mirelli

Ma appunto il mio istinto non mi consentirebbe di distaccarmi dai miei ricordi. Non c'è nulla che mi costringa.

Giulia

Nemmeno una promessa fatta a lui?

La signora Mirelli

No.

Giulia

Nemmeno un suo desiderio segreto?

La signora Mirelli

No! No! Egli anzi mi esortava a non illudermi sull'eternità del dolore. Mi esortava a disporre sinceramente del mio avvenire. Ma le sue parole generose, che ho ancora qui nell'orecchio, non potranno mai distogliermi dalle esigenze del mio cuore.

Giulia

(quasi timidamente, quasi mortificata) E allora... ciò che vi ho detto vi sarà sembrato odioso.

La signora Mirelli

Come potete supporlo?! Voi mi avete detto, in fondo, le stesse cose che egli mi diceva; ma, intanto, avete già fatto quello che farò io.

Giulia

(abbassa un istante gli sguardi, ma tosto li rialza, ravvivandosi febbrilmente) Sì, senza dubbio, io ho già fatto quello che voi farete, e continuerò a farlo; ma io vi chiedo, Gilberta, che non cessiate mai mai di essermi più che sorella.

La signora Mirelli

Questo s'intende!

Giulia

Mi scriverete spesso, non è vero?

La signora Mirelli

Spessissimo.

Giulia

Io voglio che mi scriviate delle lunghe lettere, delle lunghe lettere, e voglio leggere in esse tutto ciò che accade in voi giorno per giorno. Anche da lontano, qualunque sia la lontananza, voglio l'assistenza della vostra anima semplice e sicura di sè. Io voglio, giorno per giorno, sapere, come se io stessi dentro di voi, ciò che pensate, ciò che sentite, ciò che amate: ciò che amate, soprattutto, e in che modo sapete amare.

La signora Mirelli

(con profonda tenerezza) Ve lo prometto, signora Giulia. Io vi scriverò minutamente come sarà fatta la mia vita; e d'ogni moto del mio cuore, d'ogni più piccolo e d'ogni più grande avvenimento della mia piccola esistenza cercherò di rendervi conto. Va bene così?

Giulia

(con uno scatto di scoraggiamento) Ah, se ciò bastasse a proteggermi, Gilberta!

La signora Mirelli

Ma da quali pericoli siete minacciata? E poi, come potrei difendervene io, che valgo tanto meno di voi?

Giulia

Sono i pericoli che voi non conoscete e non conoscerete mai, creatura mia. Ma non per questo dovete credere di non potermene difendere. Proteggetemi, proteggetemi col pensiero, proteggetemi con la preghiera, se avete fede in Dio: proteggetemi offrendomi sempre l'esempio di voi. I vostri occhi sono così limpidi! La vostra fronte è così serena!... Abbracciatemi forte,... tenetemi stretta fra le vostre braccia.... Datemelo davvero il vostro respiro!

La signora Mirelli

(compresa da una grande commozione, la tiene strettamente abbracciata, e, un po' smarrita, la contempla.)

Giulia

(con la testa piegata sulla spalla di lei, piange.)