SCENA VII.
GIULIA, LA SIGNORA MIRELLI, SUORA ELISABETTA.
Suora Elisabetta
(viene dalla camera della Ferrucci.)
Giulia
(come la porta si apre, drizza il capo ricomponendosi d'un sùbito.)
Suora Elisabetta
Signora Mirelli, perdonate se vi disturbo. La signora Ferrucci, avendo saputo che partite domani di buon mattino, ha espresso il desiderio di stare con voi qualche minuto prima che suoni l'ora del riposo.
Giulia
Suora Elisabetta
Devo smorzare, signora Giulia?
Giulia
(dissimulando il bisogno di attardarsi) No.... Smorzo io.
Suora Elisabetta
Devo chiudere il finestrone?
Giulia
(cercando un pretesto per non farlo chiudere)... L'aria è così calda stasera.... Meglio lasciarlo aperto.
Suora Elisabetta
Santa notte.
Giulia
Buon sonno, suora.
Suora Elisabetta
(con passo lieve ed affrettato, infila la scala.)
Giulia
(alla Mirelli:) Domani, all'alba, sarò levata, e ci rivedremo.
La signora Mirelli
Sì, a domani.
Giulia
A domani.
La signora Mirelli
(va nella camera della Ferrucci, e chiude l'uscio.)
Giulia
(inquieta, palpitando, come attirata da una forza magnetica, lentissimamente si accosta al parapetto del finestrone. — Appena sporta la testa, in un violento sussulto, esclama:) La signora Marnieri! (Poi, in preda a una confusa concitazione:) Perchè viene?!... Perchè viene?!... Che cosa accade?!...