II.

(Entra in tempo Francesco Floriani, seguíto da Lorenzo Gemmi: un vecchietto dall'aria signorile, in lutto strettissimo. Sulla sua fisonomia è l'impronta d'una ambascia inesauribile.)

Francesco

(con familiare cordialità) Ma, poiché il vostro Direttore è in ritardo, voi non avete avuto troppo torto se alla disciplina vi siete ribellate. È lui che dà il cattivo esempio.

Sonia

Non è vero.

Tutte

(all'istante, son divenute serie, riguardose, facendo largo al Direttore.)

Sonia

(si è scostata dal muro, ravvivandosi alquanto, rassicurata dalla presenza di lui.)

Francesco

Sonia Zarowska afferma che non è vero. Evidentemente, con la sua pronta sensibilità, ha intuito che c'è una circostanza a mio discarico. La quale è questa. Mi ha distolto dal quotidiano convegno un fatto che concerne appunto voi e la Casa che vi ospita. E mi è, anzi, grato, oltre che doveroso, darvene conto, in quanto ritengo che ciò varrà a blandirvi il cuore e la mente piú della nostra abituale conversazione. Alla Casa che vi ospita, sostenuta finora dalle mie esigue risorse finanziarie, una piú solida prosperità sarà in avvenire garantita da una generosa elargizione. È il dono d'un uomo elettissimo che fu già un grande amico di quelle tra voi che erano presso di me prima della sua... volontaria scomparsa. (Rivolgendosi a una delle donne per sperimentarne la facoltà mnemonica e quella affettiva) Di chi parlo io, Giulia Vannelli?

Giulia Vannelli

(súbito) Di Paolo Gemmi.

Francesco

Ve ne ricordate, senza dubbio, rimpiangendolo...

Giulia Vannelli

Era cosí benefico anche lui! cosí degno di starvi accanto!

Francesco

(indagando) E non se ne ricordano egualmente tutte le vostre compagne d'allora?

Alcune

(fanno cenno di sí col capo.)

Un'altra

Sicuro!

Un'altra

Sicuro!

Un'altra

Con affetto e con reverenza ce ne ricordiamo!

Francesco

(indicando Lorenzo Gemmi) Questi è suo padre.

Lorenzo Gemmi

(che era raccolto in sé stesso, alle spalle di Francesco, ascoltandolo, s'imbarazza ora nel veder convergere sulla propria persona gli sguardi di tutte le Ricoverate incuriosite.)

Francesco

(continuando) È il suo povero padre, che si è affrettato a comunicarmene la lettera testamentaria rinvenuta appena stamane. Dopo d'aver deciso di morire, egli dispose che l'ingente eredità già trasmessagli dall'abnegazione paterna fosse destinata all'opera della quale era stato valido apostolo. Nella medesima lettera — notate — ebbe cura di esprimere la speranza di farsi perdonare da Dio, con quell'estremo atto di carità e di tenerezza, «la folle violazione del maggior dovere d'ogni cristiano»: il dovere, cioè, di aspettare che l'ultima ora sia segnata dai poteri divini. Voi accoglierete religiosamente la generosità la speranza e il monito di Paolo Gemmi. E il suo nome — a cui questo asilo sarà intitolato — voi circonderete d'un culto perenne.

Lorenzo Gemmi

(trattiene le lagrime.)

(Le Donne si piegano in una mesta commozione, Sonia piú di tutte.)

Francesco

Vi vedo commosse. È un dolce suffragio che inviate a quell'anima inquieta.

Lorenzo Gemmi

Vorrei...

Francesco

Che desiderate, signor Lorenzo?

Lorenzo Gemmi

Vorrei... che l'ispiratrice delle vostre azioni piú nobili fosse informata immediatamente affinché si unisse, nel commemorare il donatore, a queste umili creature.

Francesco

Da qualche tempo, mia moglie non è con me. (Nel suo accento è un recondito spasimo.)

Sonia

(che gli è quasi vicina, lo fissa, con una particolare espressione d'intelligenza.)

Lorenzo Gemmi

(celando una viva sorpresa) Tornerà presto, di certo...

Francesco

Forse, no.

Lorenzo Gemmi

(discreto nel tono, che quasi protesta) Ella vi è tanto devota!... Vi ama tanto!...

Francesco

Non mai abbastanza si ama, signor Lorenzo!

Lorenzo Gemmi

(rimane soprappensiero.)

Francesco

(alle Donne, tagliando la commozione) E per oggi, mie care, null'altro ho da dirvi. Domani, ve lo prometto, staremo a lungo insieme, e a lungo converseremo. Sicché, rientrate, adesso. Rientrate serenamente per mettervi a lavorare o a leggere come di regola. (Ostentando di celiare) Suora Marta è incaricata di arrabbiarsi se, per caso, non ne avrete voglia. (Alla Suora) Precedetele, precedetele, amica mia. Soltanto il gregge si conduce camminando in coda.

Suora Marta

(s'inchina e infila l'uscio a sinistra.)

(Tutte — ad eccezione di Sonia — s'inchinano anch'esse e, obbedienti, affollandosi presso l'uscio, in ordine perfetto, seguono la Suora.)

Sonia

(è come fermata da una astrazione mentale.)

Francesco

(a Sonia) E voi, non andate?

Sonia

Chi?... Io?... Sí, vado. (Con una vaga titubanza, esce.)

Lorenzo Gemmi

Io vi tolgo l'incomodo, dottore. Provvederemo tra giorni alle pratiche legali per rendere effettiva la donazione.

Francesco

Quando vi piacerà.