IV.
(Irrompono Francesco e Ulrico — che si avviavano verso il vestibolo e, dalla stanza attigua, hanno scorto Agnese.)
Francesco
(vibrante di stupore) Tu qui, Agnese!
(Le due donne si staccano l'una dall'altra con simultanea rapidità.)
Sonia
(come trasportata da una raffica, sparisce nella penombra del giardino.)
Francesco e Ulrico
(oltre che dell'arrivo di Agnese, sono stupiti di aver trovate le due donne unite in un amicale abbraccio.)
Agnese
(ansima, ammutolita da una emozione in cui annegano le sue forze.)
Francesco
... Non una lettera, non un telegramma che mi avvertisse del tuo arrivo! Non un cenno qualunque che me ne facesse intravvedere la probabilità!... Un proposito repentino deve averti spinta a venire proprio all'improvviso.
Agnese
Un proposito non repentino, ma di cui repentinamente ho sentita improrogabile l'attuazione.
Francesco
E, invece di correre da me appena arrivata, ti trattenevi con una estranea?! In una cordialità cosí confidenziale — per colmo di stranezza — che perfino l'abbracciavi!
Agnese
Quella estranea mi è stata preziosa. Il piú gentile, il piú commovente esemplare dell'Incomprensibile!... Mi è apparsa dinanzi estatica quando io giungevo trepidante, scoraggiata. Il ricordo d'un mio ritratto e una specie d'intuito fatidico le hanno fatto súbito riconoscere in me tua moglie. E, come un piccolo angelo protettore, mi ha misteriosamente circondata d'una infantile effusione nella quale sorrideva la fiducia di sollevare il mio spirito e di ricongiungerlo al tuo. Poi, si è costernata sospettando di sembrarmi una demente, e io... l'abbracciavo per chetarla con un segno della mia tenerezza riconoscente.
Francesco
(accorgendosi che Ulrico è rimasto lí, in disparte) Hai udito, Ulrico? Hai udito?
Ulrico
(si ravviva come per un raggio di sole baluginante nel buio) Ho udito, sí!
Francesco
(cui la presenza di Agnese costringe a velare di disinvoltura l'intenzione del richiamo) In rapporto alle apprensioni che hai per Sonia Zarowska, questo episodio ha un significato speciale e rassicurante.
Ulrico
(elettrizzandosi, scoppiettando di giubilo mal represso) Difatti, modifica, anzi... capovolge l'aspetto delle cose! Si direbbe, presso a poco, che io mi sia sbagliato!... Santodio, che logogrifo è il mondo!... Ma tu tralascia, tralascia di badare alle mie miserie. La signora Agnese è venuta, lo sento, a riprendere il suo posto al tuo fianco, nel tuo cuore... Innumerevoli spiegazioni, mi figuro, dovrete scambiarvi... Io, nel frattempo, me ne starò in giardino... a cavare l'oroscopo dal firmamento, e chi sa!... chi sa!... (Ride nervoso, ma senza amarezza:) Eh eh eh eh!... Giornata memorabile, questa, signora Agnese! Memorabile, dal principio alla fine! Eh eh eh eh!... (Esce dal fondo.)