VI.

Francesco

(entra — freddo — accigliato — senza guardare.)

Ulrico

(prontamente) Ho bisogno che tu apprenda e che tu giudichi. Ciò che ti dirò è straordinario, è incredibile. Tuttavia, sul mio onore!, non smercio menzogne.

Francesco

Molte cose che a te debbono parere incredibili non sono incredibili. E che tu non smerci menzogne ho la piú ferma persuasione.

Ulrico

In breve. Poiché ella non ha ceduto alle visioni risvegliate in lei dalla prepotenza della mia frenesia e l'ho trovata salda, irremovibile nel suo odio al passato, nella sua volontà di seppellirlo, io le ho sinceramente offerto un avvenire di onestà e di pace, le ho sinceramente promesso di rispettare il suo odio e la sua volontà, le ho sinceramente promesso di volerle bene, di volerle un bene tutto simile a quello che sanno volere a una donna onesta i piú probi degli uomini. Come mi sia accaduto di balzare da un polo all'altro, non me lo domandare. M'imbroglierei a risponderti. Ma mi fulmini Dio o il diavolo se i miei propositi non li ho concepiti e non li ho manifestati in piena lealtà.

Francesco

E lei?

Ulrico

(con un groppo alla gola) Ha rifiutato.

Francesco

Si è lasciata, forse, vincere dalla diffidenza.

Ulrico

Non dalla diffidenza si è lasciata vincere.

Francesco

Piú che di te, di sé stessa ha diffidato. E non avrebbe dovuto! (A lei) Voi, Sonia, aspettate da me, dal vostro medico, la garanzia della vostra salute morale?... Io non esito a darvela. Voi siete guarita. Ed è un prodigio: — un prodigio non mio. Io non ho fatto che alimentare qualche imprevedibile seme di virtú scorto improvvisamente in voi come nel fondo sconvolto di una piccola bolgia. La guarigione è cosí perfetta che avete potuto resistere all'uomo che piú vi ha desiderata e perfino mutare il suo desiderio... in amore. Egli vi ha promesso di volervi bene. Non ha avuto il coraggio di pronunziare la parola divina. Quel che egli vi ha promesso è piú ampio e migliore. Vi ha promesso di amarvi! E voi, Sonia, lo amerete. Nel vostro corpo strappato agli artigli del vizio e del peccato, un'anima è sorta. Quest'anima è nuova, ed è pura come quella di una adolescente. Dell'amore, dunque, si è dischiusa, nel centro del vostro essere, la piú facile fonte. Il mio buon Ulrico non avrà che da ricercarla.

Sonia

(si è contratta, schiva, ritrosa, con gli occhi bassi.)

Ulrico

(è stato, ed è, intento a sorprenderne le sensazioni.)

(Una breve pausa.)

Francesco

(impassibile, calca, sul tavolino, un bottone della soneria elettrica.)

(Si ode, lievemente, il suono interno.)

Sonia

(ne è tutta percorsa nei nervi.)

Ulrico

(nota quella specie di brivido.)