SCENA I.

PASQUALE bettoliere, LAROSSA, PANUNZIO, MAGLIUOLO, il MORO, RAFFAELE, FILOMENA, poi, due CEFFI senza nome.

(Seduti presso una tavola piccola, Raffaele e Filomena cenano. In fondo, Larossa e Panunzio, a cavalcioni d'una panca, giuocano alla morra[1]. Il bettoliere è in faccende dietro il banco. Magliuolo è solo, accasciato, su una sedia. Il Moro, in piedi, lo contempla.)

Larossa e Panunzio

(simultaneamente — con un grido secco)

Sette! Cinque! Otto! Sei!
Cinque! Quattro! Nove! Nove!

Larossa

(che ha perduto, paga un gruzzolo di soldi.) Piglia. Un'altra mezza lira?

Panunzio

Ah, no. Aspetta.

Magliuolo

(con gli occhi imbambolati, la testa penzolante sul petto, brontola una funebre cantilena:) Lo lò, lollorò... Lo lò, lollorò... Lo lò, lollorò....

Il Moro

(scrolla il capo, compassionevolmente.)

Raffaele

Don Pasqualino, scusate, portateci delle noci. Ma quelle di Sorrento, eh?

Pasquale

Sissignore.

Filomena

(facendo la schizzinosa) Ma no, non c'è bisogno....

Raffaele

Con me, i complimenti ce li perdete.

Larossa e Panunzio

(giocando) (insieme)

Dieci! Quattro! Tre! Tre! Due!
Dieci! Otto! Sette! Sette! Tre!

Panunzio

(sguaiatamente ride perchè ha ancora vinto.) Ah! ah! ah!

Pasquale

(serve le noci.)

Raffaele

(a Pasquale:) E fateci questo conto.

Pasquale

Undici soldi i polpi, otto soldi la frittata e sono diciannove, quattro di formaggio e sono ventitre, quattordici di vino... e sono trentasette, quattro soldi di pane e noci e sarebbero quarantuno: fate giusto due lire.

Raffaele

(cava pomposamente di tasca il portafogli e vi cerca la moneta.)

Magliuolo

Lo lò, lollorò.... Lo lò, lollorò....

Raffaele

(a Pasquale:) Mi dovreste cambiare una carta da venticinque.

Pasquale

Ma non c'è fretta.... Vi pare!

Raffaele

Mi fate credito?

Pasquale

A voi?! Mi dispiace che è cosa da niente.

Raffaele

Voi siete un uomo che capite.

Larossa

(piano, a Panunzio:) Credi a me, quella è la moglie del gobbo.

Panunzio

E lui?

Larossa

È Raffaele il butterato, quel cocchiere di Porta Nolana che dà il danaro ad interesse.

Panunzio

Ah?

Il Moro

(a Magliuolo:) Volete che vi accompagni io a casa, don Saverio? Al vino non ci eravate abituato. Siete ubbriaco fradicio. Che ci state a fare, qui?

Magliuolo

A casa non ci vado. C'è la morta con le candele!

Il Moro

Ma no, no, non c'è più, da una settimana non c'è più.

Magliuolo

Lo lò, lollorò.... (E resta immobile, come in un letargo.)

(Entrano due Ceffi misteriosi — e siedono presso una piccola tavola; — vi battono sopra col bastone per chiamare il bettoliere.)

Pasquale

(avvicinandosi ad essi) Comandate.

1º Ceffo

Un mazzo di carte e due quintini.

Pasquale

(esegue.)

(I due si dispongono a giocare alla scopa, interrogando il mazzo per sapere chi debba far carte.)(Uno di essi getta a terra un mozzicone di sigaro.)(Un monello scalzo e cencioso entra carponi, come uno scoiattolo, afferra il mozzicone, e scappa.)

Larossa

Coraggio, Panunzio! La pace di tutto quello che mi hai vinto?

Panunzio

Ci sto.

Il Moro

(s'avvicina ai giuocatori della morra.)

Larossa e Panunzio

(giuocando) (insieme)

Sette! Quattro!
Dieci! Nove!

(Panunzio vince.)

Larossa

Ah, maledetta la sorte! (E, con mal garbo, paga.)

Filomena

(a Raffaele:) Lo sapete che di sera non ci posso venire. Domani mattina vi contento.

Raffaele

E se mi mancate?

Filomena

Per quanto voglio bene ai figli miei, v'ho detto di venire e ci vengo!

Raffaele

(con cupidigia:) Che occhi assassini!

1º Ceffo

(piano, all'altro:) Guarda se quei quattro sono segnati nella lista dei perquisiti di ieri.

2º Ceffo

Sarebbero?

1º Ceffo

(pianissimo) Larossa Giuseppe, Panunzio Lorenzo, Stile Salvatore, soprannominato il Moro, e Magliuolo Saverio, già componenti della Cooperativa di quel tale Antonio Altieri e oggi operai dell'opificio Salviati.

Il Moro

(a Panunzio che lo invita e che lo stuzzica:) E dàgli! Non voglio giocare. Hai capito?

Panunzio

Ti sei fatto santo?

Il Moro

Eh! Può essere!...

2º Ceffo

(al 1º Ceffo, dopo aver consultato un taccuino:) Sì, tutti perquisiti ieri.

1º Ceffo

(più forte, prendendo il mazzo e mischiando) Dunque, facciamo doppia e tripla?

2º Ceffo

Doppia e tripla.