SCENA V.

TILDE e NINO.

Tilde

(piegando le braccia) E così?

Nino

.... Niente.

Tilde

Ah? Niente? (Dà uno sguardo alla stanza attigua a destra, chiude l'uscio e si riaccosta a Nino.) A voi sembra onesto il vostro modo di agire?

Nino

Io direi... parliamone domani. Se vostro marito ci sorprendesse in colloquio a quest'ora!

Tilde

Ci pensate adesso a mio marito?

Nino

Ci penso adesso. Egli non mi guarda in cagnesco che dal giorno in cui non c'è più nulla tra voi e me. È strabiliante! Apre l'ombrello quando la pioggia è cessata. Intanto, questa sua gelosia in ritardo è pericolosa.

Tilde

Tranquillatevi. Mio marito è andato a dormire e per questa notte non correte nessun pericolo. D'altronde, domattina io mi troverò da sola a sola con mia sorella, e avrò bisogno d'aver fatto molto bene i conti con voi per compiere verso di lei il mio dovere. (In tono di comando) Sedete!

Nino

(quasi brontolando) Sederò, ma non è prudente....

Tilde

Tanto meglio!

Nino

(siede) Mi sono seduto.

Tilde

(imperiosamente) Giustificatevi!

Nino

Subito.

Tilde

(siede anche lei.) (Un silenzio.) Che cosa aspettate?

Nino

.... Aspetto di poter parlare.

Tilde

Io sono qui per ascoltarvi. Vi ho detto: giustificatevi.

Nino

(pauroso) Un momentino... Devo raggruppare le mie idee.

Tilde

(con un esagerato gesto analogo) Volete che ve le raggruppi io?

Nino

Mi fareste grazia.

Tilde

Ve le raggruppo (ripete il gesto), e ve le compendio: voi siete...

Nino

Io sono?

Tilde

Uno spudorato!

Nino

(pacatamente convinto) Sono uno spudorato. (Levandosi) Posso andarmene?

Tilde

No!

Nino

(risiede.)

Tilde

Ma ditemi, almeno: non sentite nel vostro animo le punture del rimorso?

Nino

... Le sento e non le sento.

Tilde

Secondo voi, vi siete regolato correttamente con me?

Nino

... Ardirei farvi notare... che dopo tre mesi e quattordici giorni foste voi che mi deste il congedo.

Tilde

Io vi detti il congedo perchè ero chiaroveggente. L'amore dell'uomo, appena comincia a declinare, ha delle sfumature speciali, di cui egli non ha coscienza, ma che alla nostra sensibilità non sfuggono mai.

Nino

Il mio amore aveva le sfumature?

Tilde

Le aveva, le aveva.

Nino

Io ve ne domando scusa.

Tilde

Non è di ciò che dovete domandarmi scusa. Quello che mi esaspera è che voi abbiate scelta proprio mia sorella per innamorarvi sul serio: mia sorella che io adoro e a cui io stessa ho insegnato che l'amore d'un giovane è il solo amore che offra a una fanciulla delle garanzie per l'avvenire! Non potevate avere la mano più sicura per crearmi una dolorosa situazione.

Nino

(sincero) Dolorosa, poi, non credo. La nostra relazione era così provvisoria...! Non riuscimmo mai a intenderci bene, non riuscimmo mai a trovare veramente.... il punto di contatto.

Tilde

Il punto di contatto lo trovammo, ignorante!

Nino

Vuol dire che, forse, non fu sufficiente.

Tilde

(con una crescente concitazione aggressiva) In altri termini, siete voi che mi ammonite facendomi capire che per me ci voleva un amante stagionato, stantìo, logoro, capace solamente di diventare un secondo marito, identico a quell'altro! E arrivate al cinismo ristucchevole di augurarmi due mariti inutili, due mariti da non amare, due mariti da tradire?! Ah! ma voi non siete neanche un cinico: voi siete un carnefice!

Nino

Decisivamente devo star sognando ad occhi aperti. Io vi auguro di avere due mariti?... Io vi auguro di tradirli tutti e due?... Al contrario, signora Tilde, al contrario! L'augurio che io vi faccio con tutto il cuore è di non tradir più nemmeno quello che avete.

Tilde

E già! Vorrei veder voi al mio posto!

Nino

Sarebbe imbarazzante per lui. Ma io al vostro posto, non lo tradirei... proprio per non avere tutti i fastidi che voi avevate per causa mia. Mi straziavano l'anima!

Tilde

(con durezza) Vi straziavano i fastidi che avevate voi, egoista, non quelli che avevo io!

Nino

Oh! i miei erano martirî a dirittura.

Tilde

E me lo dite in faccia?!

Nino

Non si godeva mai d'un minuto di pace, signora Tilde! Se ripenso anche alle più innocue conversazioni che noi avevamo in questo salotto, mi par di rivedere vostro marito comparirmi dinanzi come un fantasma implacabile!

Tilde

Ma cos'è? Vi ha forse ammazzato, qualche volta?

Nino

Che c'entra! Voi, poverina, nella stanza da cui egli soleva capitarci addosso (indica la stanza in fondo) avevate fatto mettere quel po' po' di specchi affinchè vi annunziassero il suo arrivo....

Tilde

E dunque!? (Volge lo sguardo verso gli specchi e resta a contemplarli, scrollando il capo.)

Nino

Non ero ammazzato, ma io morivo lo stesso. (Descrivendo con una reminiscenza di sincero terrore) Appena egli era visibile nei riflessi di quegli specchi, mi avvertivate sotto voce: «attento, è lui!» E allora si mutava discorso. Dio mio, che colpo in testa era per me quell'«attento, è lui!» Al suo apparire io mi sentivo perduto, mi sentivo annientato! Per quelle terribili apparizioni, signora Tilde, io sono morto per lo meno dieci volte al mese! (Subito per attenuare) Con ciò non voglio dire che non abbiamo passate insieme delle ore dolcissime. Ma si! (Con slancio) Noi ci siamo amati, noi ci siamo....

Tilde

(piano) Attento, è lui!

Nino

(sobbalzando atterrito) Che dite mai!?

Tilde

(pianissimo) Mutate discorso.

Nino

Noi ci siamo... noi ci siamo (alzando la voce)... divertiti immensamente a questa festa.

Tilde

Più forte!

Nino

(gridando molto) Noi ci siamo divertiti immensamente a questa terribile festa... cioè... a questa magnifica festa!