SCENA PRIMA.

UGO, L'ALBERGATRICE, LO CHAUFFEUR.

La voce di Ugo.

(dalla strada:) Ma che razza d'albergo è questo?! Nessuno apre!... Nessuno risponde!... Albergatore! Albergatrice!...

La voce dell'ALBERGATRICE

(acutamente, a scatti) Vengo vengo! Vengo vengo! Vengo vengo! (A ogni scatto, due «vengo» détti come una parola sola.)

(Un silenzio.)

L'albergatrice

(entra dal fondo con zelo servizievole. — È una graziosa piccola vecchietta pulita e svelta. Fa dei piccoli rapidi gesti infantili; cammina a piccoli rapidissimi passi; porta una cuffia bianca sui capelli bianchi a riccioli e una vestaglia di mussola sotto il cui lembo spicca l'amaranto delle pantofoline; e parla a scatti, velocemente, con un'acuta voce di testa, raddoppiando, spesso senza distacco, la parola o la frase. Raddoppia, per esempio la parola «vengo» e dice «vengovengo»; raddoppia la parola «sì» e dice «sìsì»; raddoppia la parola «capisco» e dice «capiscocapisco».)

Ugo

(la segue, giocherellando col suo bastone per sembrare disinvolto. — È in costume automobilistico: lunga spolverina e berretto.)

L'albergatrice

Questa è una bella camera, una bellissima camera. (Volta la chiavetta della luce elettrica. — La lampadina si accende.)

Ugo

Bellissima, veramente, no, ma per una notte....

L'albergatrice

Soltanto per una notte?

Ugo

Soltanto. Siamo costretti a fermarci qui, io... e la signora che viaggia con me, perchè... quella vecchia automobile che abbiamo noleggiata è rimasta in panna... proprio alla entrata del villaggio...

L'albergatrice

Capisco capisco!

Ugo

Fortunatamente, eravamo a poca distanza da questo albergo, e lo chauffeur, che è pratico dei luoghi, me lo ha indicato e mi ci ha condotto.

L'albergatrice

Sì sì, sì sì! Capisco capisco! È uno chauffeur intelligente, lui. Io l'ho riconosciuto subito subito! Non è la prima volta che la sua automobile con un uomo e una donna resta in panna all'entrata di questo villaggio.

Ugo

(osserva comicamente la stranezza di quei gesti, di quella voce e di quella parlatura.)

L'albergatrice

(continuando) Sì sì! Sì sì! In tutta la contrada, non c'è nessun altro villaggio che abbia un albergo per un uomo e una donna.

Ugo

(sorvola) Sicchè, io prendo questa camera.

L'albergatrice

E non ne desidera piuttosto una a due letti?

Ugo

... No.

L'albergatrice

Le aprirò, se vuole, la camera accanto.

Ugo

Nemmeno.

L'albergatrice

Le aprirò una camera lontana nello stesso corridoio. Sceglierà lei. Sì sì! Sì sì! Ho l'albergo vuoto.

Ugo

(sbarrando gli occhi) Ha l'albergo vuoto?! Ciò non mi riguarda. (Con energia imperiosa) Per me, è come se fosse pienissimo.

L'albergatrice

Ma la signora potrebbe chiedere un'altra camera, e in tal caso....

Ugo

In tal caso, lei gliela rifiuterà energicamente, perchè io pagherò il prezzo di tutte le camere che avrò il piacere di non occupare.

L'albergatrice

Oh, allora, è diverso è diverso! Sì sì, capisco capisco!

Ugo

Del resto, tutto sommato, adotteremo un provvedimento anche più radicale. Penso io. Intanto, faccio chiamare la signora, che ha già aspettato troppo. (Rivolgendosi verso la porta in fondo) Fritz, avanzatevi.

Lo chauffeur

(entra militarmente, e si pianta.) Agli ordini!

Ugo

Venite qua.

Lo chauffeur

(gli si accosta.)

L'albergatrice

(credendosi chiamata, si caccia fra lo chauffeur e Ugo.)

Ugo

(all'albergatrice:) Lei è pregata di pazientare un minuto. (Rifacendola) Dieci passettini indietro, e aspetti.

L'albergatrice

(indietreggia rapidamente, a piccoli passi, e siede in un cantuccio, dando le spalle ai due con obbediente discrezione.)

Ugo

Sentite, Fritz. Io ho ancora da prendere degli accordi con l'albergatrice. Andate voi dalla signora e annunziatele che ci è riescito di scoprire un albergo: un alberguccio molto rustico, molto rudimentale; ma assicuratele che, in questi paraggi, non c'è nulla di meglio.

Lo chauffeur

È la verità.

Ugo

Poi, con garbo, l'aiuterete a discendere dall'automobile e l'accompagnerete sin qui, recando il suo nécessaire e il mio. Mi sono spiegato?

Lo chauffeur

Perfettamente.

L'albergatrice

(continuerà, per conto suo, a fare le sue mossettine: stropicciate di mano e agitamenti di capo, come un uccellino.)

Ugo

(allo chauffeur:) Ma badate che voi avete un po' di vino al cervello. Senza dubbio, avete bevuto di nascosto. Cercate di essere... chiaroveggente. Finora, siete stato inferiore al vostro cómpito.

Lo chauffeur

Perchè?

Ugo

Era quello il modo di simulare una panna? È un vero miracolo che la signora non si sia accorta del trucco.

Lo chauffeur

Ho fermato la macchina di botto e ci ho messo pure la bestemmia che mi scappa sempre che resto in panna. Ho detto: «Morte a San Pecorone!» Che dovevo fare di più?

Ugo

Ci voleva qualche cosa di più sensazionale, qualche cosa d'impressionante!

Lo chauffeur

Bisognava avvertirmelo. Io le avrei servito un bell'urto violento contro un albero, contro un muro....

Ugo

Obbligatissimo! Sarà per un'altra volta. Adesso, ciò che mi preme è che l'automobile resti lì fino a domani mattina, ferma come un macigno e silenziosa come una tomba!

Lo chauffeur

Le prometto che, dopo di aver preso un boccone all'Osteria del Cervo, io torno alla mia macchina e mi ci addormento dentro.

Ugo

(spaventato) Voi andate all'osteria?!..

Lo chauffeur

Per rifocillarmi.

Ugo

Per ubbriacarvi anche di più, e poi chi sa quali gesta sarete capace d'improvvisare.

Lo chauffeur

Non farò sciocchezze. Stia tranquillo.

Ugo

Ma che tranquillo! Mi hanno raccontato che l'altra sera prendeste vostra moglie per un'automobile e le volevate, per forza, mutare i pneumatici.

Lo chauffeur

Sono calunnie. Mi creda. Sono calunnie!

Ugo

Per questa notte, Fritz, dovete fare a me il favore di non bere vino.

Lo chauffeur

Neanche acqua, se occorre.

Ugo

Dunque, svelto! E vi sia di regola che quella signora è astuta come dieci volpi insieme. Non vi lasciate sorprendere dalle sue interrogazioni.

Lo chauffeur

E se mi domanda, per esempio, quale pezzo dell'automobile si ha da riparare?

Ugo

Le direte... che si ha da riparare il motore.

Lo chauffeur

E se mi domanda quanto tempo impiegherò per ripararlo?

Ugo

Le direte che vi toccherà di lavorare sei o sette ore.

Lo chauffeur

E se mi domanda perchè vostra eccellenza è rimasta in albergo?

Ugo

Le direte che per ottenere almeno un po' di decenza, un po' di pulizia, sono qui ad arrabattarmi con un'albergatrice da cui non è facile farsi intendere.

Lo chauffeur

E se mi domanda perchè non è facile farsi intendere dall'albergatrice?

Ugo

Dio buono, che ci vuole a inventare?... Le direte che è una forestiera con la quale non si sa a che lingua si ha da ricorrere.

Lo chauffeur

Molto bene. Siamo a posto. (Si avvia per uscire. Poi, d'un sùbito, ritorna) E se mi domanda proprio di che paese è?

Ugo

(perdendo la pazienza e scattando) Le direte che è giapponese!

Lo chauffeur

(esce.)

Ugo

(all'albergatrice:) Ed ora, a lei. Poche parole, a gran velocità. Il provvedimento, che ho escogitato per evitare il pericolo che la signora le chieda un'altra camera, è questo: lei e la signora non s'incontreranno nemmeno.

L'albergatrice

Capisco capisco.

Ugo

Io la prego, invece, di non capire! E, appunto senza capire, lei sparirà immediatamente, nascondendosi nell'angolo più recondito della casa e diventando, per la occasione, sorda, muta e cionca.

L'albergatrice

No no! No no!

Ugo

(rifacendola) Sì sì, sì sì, perchè io le darò una mancia speciale per l'ottimo servizio dell'albergo.

L'albergatrice

Allora, è diverso è diverso!

Ugo

Sicchè, resta concluso: — se anche i campanelli elettrici strepiteranno come se fossero suonati da tanti pazzi furiosi, lei non si muoverà, non aprirà bocca, non fiaterà! E non ho altro da aggiungere. (Cavando in fretta il portafogli e dandole del danaro in due dosi) Questo è il prezzo delle camere che io non occuperò e questa è la mancia per la sua sordità, per il suo mutismo e per la sua atassia locomotrice. (Rifacendola ancora un po') Vada vada! Vada vada! Sparisca! E non si faccia vedere mai più, mai più, mai più.

L'albergatrice

Mai più, mai più.... Non dubiti.... Buona fortuna! Buona fortuna! Buona fortuna! (Va via accelerando vivacemente i suoi passettini di bambola.)