SCENA V.

DON PAOLO e GIOVANNI.

(Il gran silenzio notturno impera serenamente. Ad un tratto, è interrotto da lontani latrati, a cui succedono un rumore d'invetriate che sbatacchiano e la voce di Don Paolo la quale si perde spandendosi nell'aria aperta.)

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La voce di don Paolo

Anche stanotte, eh? Anche stanotte? Ma per dove sei entrato, malandrino?... Sì, corri, corri adesso!... Ringrazia il cielo che non ti sii rotta la schiena e che il cane non ti abbia mangiato un orecchio.... Vorrei sapere pel matrimonio che cosa vi conservate voialtri. (Pausa. Chiama:) Rosa! Rosa!...

Giovanni

(sporgendo il capo dall'uscio semiaperto resta in ascolto.)

La voce di don Paolo

(continuando) Per dove è entrato Giustino? Ah? Non rispondi? Fai la sorda? Ma tu e quel malandrino, santa pazienza!, volete mettermi con le spalle al muro, volete!

Giovanni

(mormora tra sè, rendendosi conto dell'accaduto:) È la ragazza che riceve di nascosto il suo fidanzato....

La voce di don Paolo

Vergognatevi! Vergognatevi!

(Si distingue, nel silenzio, il fracasso delle invetriate, che Don Paolo richiude.)

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Giovanni

(girando lo sguardo) E Lucio? Non c'è,... M'era parso.... Mi sono ingannato. (S'avanza verso la porta di Lucio, chiamando con poca voce:) Lucio! Lucio! (Pausa.) Mi sono ingannato. (Sta per rientrare nella sua camera. Ma, come se una forza occulta glielo vietasse, si ferma e guarda la porta di Nora.) Se n'andrà, forse, all'alba. (Smaniosamente indugia.)... Parlarle, almeno!... Parlarle prima che se ne vada.... (Accosta l'orecchio a quella porta e mormora.) Ancora in piedi.... Tentiamo. (Picchia cautamente, con le nocche.)